Efes. 5.14-18
Tutto ciò che è manifesto, è luce.
Per questo è detto:
«Risvégliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti,
e Cristo ti inonderà di luce».
Guardate dunque con diligenza a come vi comportate;
non da stolti, ma da saggi;
ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi.
Perciò
non agite con leggerezza,
ma cercate di ben capire quale sia la volontà del Signore.
Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza.
Ma
siate
ricolmi di Spirito.
Questo passo sembra combinare i concetti espressi in Aggeo (riflettete sulla vostra condotta – post del 3 dicembre) con quelli espressi in Romani (è ora che ormai vi svegliate dal sonno, consapevoli del momento cruciale – post del 30 novembre).
Di fronte alla constatazione che “il momento è cruciale" = "prima o poi finirà", Paolo ne conclude: “i giorni sono malvagi” (altra possibile traduzione: "i giorni sono poveri"), quindi “quardate con diligenza a come vi comportate”, cercate cioè davvero di capire quale sia la volontà di Dio per la vostra vita, cercate di essere ripieni di Spirito Santo per essere da Lui condotti e non evangelizzare pertanto alla cieca, guidati dal caso o dal vostro buon senso.
Lo Spirito Santo ha un desiderio ardente di raggiungere il cuore degli inconvertiti, ma noi siamo davvero svegli? (Romani 13.10) abbiamo le orecchie aperte per ascoltare la chiamata personale che lo Spirito Santo fa a ciascuno di noi? quando si trovò di fronte a Gesù, la seconda domanda di Paolo è stata “che cosa vuoi che io faccia?”
Il momento è cruciale, i giorni sono malvagi… abbiamo fatto anche noi con lucidità e desiderio questa domanda a Gesù: cosa vuoi che io faccia? Oppure siamo legati dalla pigrizia, dalla codardia o semplicemente dall’abitudine?
Che ruolo avrai nel grande raccolto?
Che funzione ti ha assegnato Dio stesso?