martedì 3 giugno 2008

Comunicazione e richiesta di preghiere

Ciao a tutti,
come dicevamo, il blog sta morendo, in termini di visitatori... poco male, come un blog muore in fretta, riparte alla grande nel momento in cui c'è la spinta, l'entusiasmo e si toccano le corde giuste dei lettori.

Il punto è che per adesso lo lasciamo al suo destino, come una barca utilizzata in precedenza e lasciata ora sotto le intemperie (tanto c'è l'ancora e non se ne scappa). Il tempo è davvero pochissimo per scrivere e bisogna anche ripensare a che direzione dare al tutto... non riesco comunque a togliermi il senso di soddisfazione per quanto è già stato fatto.

Vi chiedo preghiere perchè ci dia luce e tempo ed energie per capire esattamente come muoverci nei prossimi tempi. La visione associata a questo blog è importante e va conservata, rafforzata ed estesa il più possibile, ma la domanda che chiedo a Dio stesso è "come?". Mi piacerebbe sinceramente avere il tempo per ascoltare la risposta di Dio, ma per adesso il tempo non c'è perchè è dato ad altre cose che comunque riguardano il Suo regno ed hanno ora la priorità... tanto sono convinto che anche questa interruzione, come ogni cosa, rientra nella Sua volontà.

Vi chiedo solo di unirvi a queste preghiere, se ritenete che questo blog abbia il suo valore e la visione non debba essere abbandonata...

Dio vi bened...

Un attimo... ed i consueti versi da inserire in questo post? citiamo sempre qualche verso!

Beh, vi lascio con un paio di versi che danno l'idea di come Gesù abbia usato uno strumento (una barca), poi l'abbia lasciata inutilizzata per un po' e poi abbia ricominciato ad usarla per parlare alle folle... un po' come stiamo facendo con questo blog! Eccoli, in ordine rigorosamente cronologico:

  • Matteo 13:2: e una grande folla si radunò intorno a lui; cosicché egli, salito su una barca, vi sedette; e tutta la folla stava sulla riva.
  • Matteo 14:14: Gesù, smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne guarì gli ammalati.
  • Matteo 15:39: E Gesù, dopo aver congedato la folla, salì nella barca e andò al paese di Magadan.

Dio ci benedica e benedica questa generazione di testimoni di Cristo in Italia!

domenica 11 maggio 2008

Il saggio medico

" Chi si preoccupa di piacere agli uomini si trova davanti un compito immane e inutile. Un saggio medico cerca di curare, non di compiacere, il suo paziente. (Sui doveri dei ministri di culto riguardo la predicazione della Parola). "

William Gurnall

Tratto da "E' ora di muovere le acque" di Michael L. Brown

martedì 29 aprile 2008

Situazione Blog

...Vale più la fine di una cosa, che il suo principio... (Ecclesiaste 7.8)

Capiamoci.
Siamo perfettamente consapevoli che questo blog sta perdendo visitatori... d'altronde stiamo scrivendo sempre di meno perchè coinvolti in altre attività cristiane e non cristiane (tipo lavoro e studi secolari, per capirci).

Ma ilmomentocruciale non è un blog che ha lo scopo di raccogliere un alto numero di visitatori in fretta e furia per poter affermare di avere "tanti-visitatori"...

Rientra in una visione ed in una causa che presenta vari aspetti. Più elementi devono convergere in una stessa direzione.

Pertanto, fermo restando l'utilità che ha svolto e sta svolgendo, il meglio, secondo me, deve ancora venire.

E lo aspetteremo con pazienza, lavorando nel frattempo anche ad altre cose......

Dio ci benedica e teniamo saldi nel nostro cuore gli obiettivi riportati qui a destra: unità e amore, guida dello Spirito Santo, evangelizzazione "aggressiva"...

Amen.

martedì 22 aprile 2008

Riconciliazione

"La giustificazione senza santificazione non sarebbe vera salvezza. Sarebbe come definire puro il lebbroso per poi lasciarlo morire della sua malattia; sarebbe come condonare la ribellione e permettere al ribelle di restare nemico del Re. Questo modo d'agire equivarrebbe a trattare le conseguenza sorvolando sulla causa, e non si risolverebbe bel nulla."


Tratto da "E' ora di muovere le acque" Michael L. Brown

martedì 15 aprile 2008

Elezioni politiche ed il ritorno di Gesù (sempre più vicino)

43 «Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi cercando riposo e non lo trova. 44 Allora dice: "Ritornerò nella mia casa da dove sono uscito"; e quando ci arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. 45 Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, i quali, entrati, vi prendono dimora; e l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa malvagia generazione».(Matteo 12.43-45)

Mi ha impressionato profondamente ciò che ha detto a valle delle ultime elezioni il politologo Sartori a Porta a porta, commentando la morte e la sepoltura di una nota ideologia politica nel contesto del parlamento italiano. Il concetto, dichiarato con estrema limpidezza e con il fare di chi dichiara l'ovvio è che nessuno in politica e nella cultura occidentale sa più dove stiamo andando, dove dovremmo andare e cosa sarebbe giusto desiderare... "ormai cerchiamo solo di sopravvivere, tutto qua".

Soltanto il vuoto, una cultura ed una società priva di valori, di direzione, d'intenzioni, di desideri (sia desideri giusti che desideri sbagliati) può essere il terreno in cui attecchirà infine il politico per eccellenza (che secondo molti evangelici verrà da Roma – Apoc. 17.9-12) che avrà nome Anticristo e userà il numero 666 (qualsiasi cosa questo numero significhi).

Duemila: scompaiono le ideologie politiche (e mi riferisco alla destra ed alla sinistra assenti nel parlamento italiano). Si indeboliscono le religioni forti (e mi riferisco alla tendenza degli occidentali a preferire una propria generica “spiritualità” invece delle religioni tradizionali, che corrisponde alla “fuga da tutte le chiese” evidenziata da fior di statistiche in America ed in Europa). E' presumibile che anche la componente cattolica come distinta forza politica italiana possa estinguersi nei prossimi anni, con molta velocità.

Il vuoto totale ed assoluto si sta componendo come un puzzle davanti ai nostri occhi... un puzzle dove le tessere vengono eliminate invece di essere inserite. E tutto viene nel frattempo condito e adornato da un buonismo di tutti sempre più sfacciato…

“…lo spirito immondo… …quando ci arriva, la trova vuota, spazzata e adorna… Così avverrà anche a questa malvagia generazione…”


Il momento è cruciale... siamo svegli? stiamo annunciando l'Evangelo? stiamo fornendo l'unica direzione (la Via), l'unica Verità, l'unica espressione di Vita che ha ancora ragione di essere proclamata?

Satana sta lavorando, e bene, nella nostra società... ed i figli della luce? cosa stanno facendo? cosa stai facendo?

La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta (Giov.1.5)

giovedì 3 aprile 2008

Come direbbero gli americani... un MUST per chiunque conosce l'inglese

"Le parole dei saggi sono come degli stimoli, e le collezioni delle sentenze sono come chiodi ben piantati" (Ecclesiaste 12.13)



Un post secondo noi fondamentale (anche se molto lungo e dettagliato, cioè... pesantissimo...) a proposito del tema di produrre cambiamento nella Chiesa... pesantissimo ma anche molto recente, pubblicato il 12/12/2007. I bloggers appartengono alle Assemblee di Dio in America, ma sono presenti spunti di riflessione validi per qualsiasi movimento evangelico e soprattutto per i giovani pastori (che speriamo essere numerosi fra le file dei lettori di questo blog):
http://www.agthinktank.com/?p=14
Traduciamo un estratto dalle prime righe (credo che l'intervento sia stato scritto dal figlio dell'attuale presidente delle Assemblee di Dio in America):
"...vogliamo promuovere cambiamenti positivi a tutti i livelli del movimento: individuale, globale, comunitario (...). I punti d'attenzione prioritari sono COSA e COME. COSA costituisce un cambiamento positivo? e COME implementare cambiamenti positivi? (...)
Abbiamo bisogno di più apertura, più onestà, più autenticità, non meno. Ma affianco alla trasparenza abbiamo bisogno di grazia (n.d.t: penso grazia nel
significato di gentilezza, bontà e delicatezza
) nei toni del dibattito. (...)


Se possiamo migliorare nella trasparenza e nei toni del dibattito a proposito di COME cambiare le Assemblee di Dio in America, noi di fatto cambieremo le Assemblee di Dio in America e, cambiandole, procleremo il regno di Dio alla
nostra generazione."



...leggete almeno i punti essenziali!


Non ci sono rimasti che lo Spirito e la Parola

Gesù: "Le parole che vi ho dette sono Spirito e vita." (Giov. 6.63)


Pietro: "Tu hai parole di vita eterna" (Giov. 6.68)


Se c'è una cosa che ci siamo prefissi in questo blog è di non essere polemici o ipercritici nei confronti di nessuno (sembra essere un vezzo dei blog). Però ci è indispensabile distinguerci da una serie di tendenze che ci sono estranee pur essendo rilevanti nel panorama evangelico attuale, specie giovanile. Molti movimenti giovanili (per lo più di tendenza pentecostale-indipendente) hanno i medesimi obiettivi di questo blog, ma in aggiunta propongono strategie specifiche volte ad affermare con quali mezzi, in quanto tempo e con quali modalità si possano raggiungere gli obiettivi previsti.


La nostra unica strategia è la semplice, ingenua, bambinesca (ma non infantile) ricerca della guida dello Spirito Santo. Non abbiamo formule magiche e neppure formule matematiche. Crediamo che la priorità sia rimettersi nelle mani di Dio con spirito di devozione ed umiltà.


Parallelamente, la visione del risveglio, dell'evangelizzazione, dell'unità diventa ragione di entusiasmo sfrenato per molti evangelici (soprattutto, ma non solo,
del suddetto genere). Di conseguenza, ci si ritrova insieme per concerti, manifestazioni giovanili, incontri accesi ed entusiastici (ma, almeno per me, non
sempre entusiasmanti) nei quali si inneggia al Risveglio con la R maiuscola e se ne parla come di qualcosa evidentemente presente in mezzo a noi... anzi,
a dirla tutta, devi essere proprio un incredulo per non vederlo.


Vogliamo credere senza umane illusioni nella potenza della preghiera fatta di suppliche, intercessioni e parole sincere di consacrazione; nella riflessione
biblica, genuina, intelligente ma non intellettuale che possa aprire la strada per ciò che ancora non c'è, ma ci sarà (la fede cristiana sarà sempre fede nel Dio d'Abramo).
Come diceva un noto pastore del Nord Italia... "non ci sono rimasti che lo Spirito e la Parola". E quando diceva questo, c'era il sarcasmo di chi era convinto
interiormente: "ci basteranno". Ed anche noi, "nipoti" di tali uomini di Dio, vogliamo credere che saranno molto più che sufficienti
.

venerdì 28 marzo 2008

evangelizzare su internet, rispondendo alle domande dei non-credenti (2 di 2)

(continuing)



Ci sono molti che cercano solo la polemica e la discriminazione verso le altre religioni che non sono la loro, ma ci sono anche molti che sinceramente fanno domande su Dio, sulla Sua volontà e sulla bibbia e, vedevo che spesso, nessuno rispondeva con la bibbia, ma alla meglio con la dottrina della propria religione, senza nemmeno argomentare più di tanto il proprio pensiero magari corretto.
Vedendo tutte queste domande ho pensato a quante volte in piazza con i miei fratelli cercavamo qualcuno interessato a parlare di Dio e tutti scappavano.Pensavo a come spesso ci basta trovare in una evangelizzazione 1, 2 persone interessato a parlare di Dio e già ci sentiamo benedetti.Qui ce ne erano centinaia, dei quali una buona percentuale sinceri, ma nell'ignoranza.Per fartela breve (non lo sono stato lo so, spero mi perdonerai) il 5 Gennaio del 2008 mi sono iscritto ad answers (
questa è la mia homepage nel quale potrai trovare tutte le mie domande e risposte )Ho cominciato a rispondere molto semplicemente e di getto a molte domande ripromettendomi di non dare mai valutazioni personali ma di prendere spunto solo ed esclusivamente dalla Parola di Dio.Per trovare i versetti che conoscevo, ma a mia vergogna non sapevo esattamente dove fossero scritti, mi sono aiutato con il sito laparola.net sito con il quale avevo già collaborato per altri motivi e che ha una ricerca molto efficace se impari a usarla che ti permette di arrivare al versetto che cerchi anche ricordandone pochi elementi.Al'inizio non vedevo un gran riscontro nelle persone a cui parlavo, ma indipendentemente dal fatto che arrivava loro il messaggio che io volevo portare, sentivo e sento una grande benedizione. Infatti non mi riconosco in molti delle risposte che ho dato, non perchè non sia d'accordo ma perchè non le sento mie, Dio stesso mi benedice quando parlo agli altri ricordandomi tutti i passi che avevo letto e meditato, queste risposte che spesso sono veri e propri piccoli studi, stupivano e edificavano anche me, tanto che dopo un po' di risposte ho cominciato a schedarle e catalogarle perchè pur avendole date io, desideravo studiarle.
Per la catalogazione delle risposte ho deciso di usare un tool pubblico il
mio blogHo imparato ad usarlo e ora ogni domanda interessante la pubblico sul mio blog catalogandola per argomenti e linkandola dai riferimenti della risposta stessa su answers affinchè a chiunque sia piaciuta possa essere data la possibilità di leggere comodamente tutte le altre risposte.Tra il mio blog, a cui la maggior parte accede tramite answers ma molti anche da ricerche su google, e answers stesso ho avuto modo di conoscere e di parlare delle cose di Dio con un sacco di persone Cattolici, testimoni di geova, evangelici, mormoni, atei, agnostici, satanisti razionali e non etc...Spero la mia testimonianza, seppur non breve, possa essere di edificazione e di incoraggiamento a te e ad altre persone che frequenteranno il tuo blog se deciderai di pubblicarla. C'è tanto bisogno di operai che conoscono la bibbia e che la predichino in tutta sincerità anche attraverso un mezzo come internet che pur avendo molti difetti ha anche i suoi pregi.Dio ti benedica!

mercoledì 26 marzo 2008

evangelizzare su internet, rispondendo alle domande dei non-credenti (1 di 2)

Ho chiesto ad un fratello di raccontarmi via mail la sua esperienza di evangelizzazione su internet, affinchè possa essere di esempio per altri giovani evangelici che usano spesso internet. Ecco la testimonianza.

Uso internet dal lontano 1997 e ora che mi ci fai pensare coincide proprio con l'anno della mia conversione.Lo uso per lavoro, e in tutta onestà i primi anni che vi ci accedevo non pensavo minimamente che internet potesse c'entrare nulla con Dio e la Sua parola.In effetti lo usavo per lavoro, per accedere alle informazioni riguardanti la mia cantante preferita, per studiare, per conoscere altre persone tramite le chat, insomma tutto tranne che cose attinenti alla mia fede.E' successo che nella mia maturazione di credente, e con il crescere di internet ho cominciato a usufruirne anche per fare i miei primi studi personali, o i miei primi pensieri.Ho conosciuto anche le prime persone su internet che entravano nelle chat per evangelizzare o costruivano i primi siti delle loro chiese con studi e informazioni varie.Mi stuzzicava l'idea di usare internet anche per motivi spirituali, ma non vedevo in queste cose molto frutto, o perlomeno, non le sentivo mie.In più nell'ambito delle nostre chiese invece di internet, si dice infernet, ed effettivamente c'è una parte di verità in questo soprannome perchè non si può negare che il 99% del contenuto di internet sia assolutamente non cristiano e spesso contro Dio e la Sua volontàMano a mano che passavano gli anni cominciavo a svalutare il tempo che dedicavo alla mia passione nonché lavoro( l'informatica) perchè vedevo che questo tempo e queste conoscenze non erano spendibili in quello che era diventata la mia passione per eccellenza: Dio!In questa maturazione sono arrivato anche a valutare l'ipotesi di cambiare lavoro ( se devo spendere 8 ore al giorno della mia vita preferisco farlo in un ambito che posso sfruttare anche nel campo del signore piuttosto che in un ambito così arido da questo punto di vista come l'informatica) e probabilmente a breve lo farò.
Nonostante cercassi di "sfruttare" le mie conoscenze informatiche alla gloria di Dio, non riuscivo a vederne il modo.Questo fino a quando Dio mi ha messo in cuore di inserire nello spazio della citazione personale in msn (messenger), dei versetti biblici, che periodicamente cambiavo.Uso msn non solo per svago ma anche per lavoro e questo mio espormi ha portato molti colleghi e cmq persone non cristiane a contattarmi, inaspettatamente, per parlare con me delle cose di Dio.Persone che conoscevo da anni e che mai mi avevano manifestato a il loro pensiero riguardo a Dio o alla bibbia, finalmente si aprivano con me, forti anche del fatto che le altre persone non li sentivano perchè, purtroppo, la maggior parte delle persone si vergogna di parlare pubblicamente di quello che crede riguardo a Dio.Successivamente mi è successo di capitare sul sito answers dove le persone pongono quesiti che vengono catalogati in diverse categorie e ai quali chiunque può rispondere.Quando sono finito nella categoria religione e spiritualità mi si è aperto un mondo...

(to be continued)

sabato 22 marzo 2008

12 - Il piano di Dio individuale: ciò che alla fine conta veramente…

"Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua." (Gesù)

Ciò che alla fine conta veramente è la nostra umiltà ed il desiderio che abbiamo davvero di fare la volontà che Dio ha per noi.

Potremmo essere confusi, perplessi o non essere d'accordo su molto di ciò che è stato scritto fino ad oggi su questo blog, eppure essere guidati dallo Spirito Santo; potremmo anzi non avere la più pallida idea di come si faccia a capire quale sia la strada da percorrere secondo il piano che Dio ha per noi,
eppure essere perfettamente guidati dall'alto. Non ci credete? Ma guardate questi:

…in preghiera dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale di questi due hai scelto 25 per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo». 26 Tirarono quindi a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu incluso tra gli undici apostoli. (Atti 1.24-26)

In che razza di mani aveva affidato Gesù l'Evangelo? Undici apostoli che come migliore mezzo per capire quale fosse la volontà di Dio, scelgono di lanciare la monetina e di tirare a sorte… è un metodo biblico per noi credenti? No, non compare in nessun altro esempio nel Nuovo Testamento. Anzi, in Atti 6 si comportano in modo del tutto differente. Ed allora?

Erano credenti immaturi. Era appena nata la chiesa ed ancora non sapevano come comportarsi di fronte alle scelte da prendere (già a decidere chi dovesse predicare il giorno di Pentecoste, sembra siano stati molto più sicuri… effetto della pienezza di Spirito Santo in loro?). Eppure, poche preghiere sono così semplici, belle ed efficaci come la preghiera che fecero umilmente a Dio per chiedere il Suo aiuto:

…Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale… …hai scelto (Atti 1.25)

Finché sarà questo il sentimento nel tuo cuore, non avrai nulla da temere.

La nostra certezza non è negli strumenti (il ragionamento, il desiderio,la valutazione delle circostanze, la nostra spiritualità) ma in Dio stesso che ci guida – un dato di fatto (se abbiamo fede). In questo non c'è nessuna incognita.

Qualsiasi sia il modo in cui cerchi di capire qual è il piano di Dio, ciò che conta è che credi che Dio ha un piano personale per te e chiedi sinceramente in preghiera che esso si adempia. Senza questo sentimento nel cuore, tutto è vano; con questo sentimento nel cuore, ogni cosa è certa.

Queste riflessioni sono finite e sento davvero nel cuore, per l'ultima volta, di ripetere con parole sincere: fratello, sorella, abbi fede in ciò che Dio ha preparato per te e nella capacità che Egli ha di guidarti con efficacia in questa vita così contorta e difficile.



"L'Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà: Egli mi guida"

mercoledì 19 marzo 2008

11 - Il piano di Dio individuale: la prova del 9

"…perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace." (1 Corinzi 14.33)

La prova del nove per capire la volontà di Dio per noi è l'armonia fra i vari segnali indicatori che abbiamo descritto negli interventi precedenti: per esempio, se i consigli fraterni, i nostri desideri e le circostanze vanno nella stessa direzione, è molto difficile che stiamo sbagliando nel comprendere la volontà di Dio a meno che qualche altro segnale indicatore (per esempio un ragionamento o la diretta guida dello Spirito Santo) non vada in direzione contraria. In tal caso, se c'è tempo, conviene fermarsi, pregare, riflettere e cercare di capire perché vi è nel cuore ed intorno a noi questa confusione (e lasciare a Dio di cancellarla, mettendo così tutto in ordine). In compenso, quando tutti i cartelli saranno disposti ordinatamente,
nulla dà maggiore entusiasmo di vedere di nuovo tutte le frecce puntare nella stessa direzione.
Per armonia intendiamo anche e soprattutto armonia nella famiglia, fra amici e/o fra membri della chiesa. Quando questa armonia si realizza senza che ci sia stato in precedenza un accordarsi umano, si realizza veramente cosa significa che la volontà di Dio è superiore all'intelligenza di ciascuno di noi ma nel contempo il fatto che siamo tutti guidati dallo stesso Spirito. Credo che fu qualcosa che Pietro e Paolo realizzarono quando arrivarono al concilio di Gerusalemme in Atti 15, avendo fatto in periodi simili le medesime esperienze spirituali, l'uno con Cornelio e l'altro ad Antiochia, ma entrambe in relazione alla salvezza dei Gentili. Io stesso sperimentai qualcosa del genere una delle prime volte che ho predicato, quando sentii alzarsi per esattamente l'ultima testimonianza una sorella che lesse esattamente il capitolo che io avevo in mente per l'introduzione alla predica (il passo era Proverbi 2, non così comune… provate a fare il calcolo statistico di quant'è la probabilità che una cosa del genere accada casualmente ;-)).
Quando quest'armonia non c'è in noi, spesso è perché i diversi cartelli indicatori si riferiscono a tempi diversi, a momenti differenti. Spesso capita per esempio che l'esigenza e le circostanze richiedano di dedicarsi a qualcosa, ma il desiderio o lo Spirito Santo in noi indicano qualcosa di diverso, magari più grande… magari anche lontano nel tempo. Per esempio, a Paolo appena si convertì, fu profetizzato che avrebbe evangelizzato dei re, ma per anni ed anni non vide nulla di tutto questo e si dedicò all'opera di Dio che invece gli era stata messa concretamente davanti (esigenze pratiche)… solo dopo molto tempo vide adempiersi quella profezia.

La contrapposizione fra l'umiltà delle piccole cose di oggi e la fede nelle grandi cose per il domani è una costante nella Bibbia, senza per questo essere una contraddizione. Ricordiamo per esempio che Romani 12 ci dice di "lasciarci attrarre dalle cose umili" (dalle circostanze immediate intorno a noi) ma contemporaneamente 1 Corinzi 11 ci dice anche di "aspirare ai carismi maggiori" (per fede, con un sentimento di attesa).

Persino nel caso di mancanza di armonia fra Paolo e Barnaba su Marco (Atti 15.36-37), si può ritenere che entrambi avessero ragione, ma in merito a momenti differenti: per il viaggio che Paolo aveva in mente nell'immediato, viaggio impegnativo e difficoltoso, Marco non era la persona giusta; invece Barnaba decise di "investire" su Marco e nel tempo costui divenne un valido collaboratore dell'Evangelo.

Questo non toglie che in alcuni casi, ci sia invece qualcosa di davvero sbagliato,
e la mancanza di armonia fra i cartelli indicatori allora lo evidenzierà:
>un disaccordo fra cristiani può rivelare che qualcuno nello specifico ha torto
(il disaccordo con Paolo evidenziò in Atti 15 che i cristiani a favore della circoncisione dei gentili stavano in realtà sbagliando);
>i nostri pensieri possono essere sbagliati (i pensieri di Pietro non erano in armonia con la visione che ebbe in Atti 10 semplicemente perché… erano sbagliati);
>i nostri desideri possono essere sbagliati ("domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri" – Giac. 4.3);
>le circostanze intorno a noi possono fuorviarci (il sogno del macedone fu il modo che Dio usò per rivelare a Paolo che le esigenze spirituali più pressanti erano altrove – Atti 16.9);
>Una mancanza di armonia con il resto della chiesa può rivelare una cattiva comprensione interiore di cosa s'intenda per pienezza dello Spirito Santo (per esempio, se nessuno interpreta un messaggio in lingue, questa è una mancanza di armonia fra chi dà il messaggio in lingue ed il resto della chiesa che generalmente rivela che il carisma non era voluto dallo Spirito Santo – 1 Corinzi 14.27-28).

Se al contrario ogni aspetto della nostra vita ci rivelerà in modo armonico la stessa direzione da seguire, risulteremo essere dei cristiani equilibrati, dinamici ed entusiasti nel fare la volontà di Dio per noi… esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nelle nostre chiese.

Abbiamo cercato di fornire delle regole logiche per capire come riconoscere il piano di Dio per la propria vita; la vita pratica a volte è tutt'altra cosa: a volte è estremamente semplice, a volte è più contorta di quanto cento interventi possano raccontare. Ma questo è sicuro: quest'armonia spirituale fra realtà differenti ed a volte in contrasto fra di loro, va ricercata intensamente davanti a Dio (Nota: ancora un solo intervento ed abbiamo davvero finito con il piano di Dio).

lunedì 17 marzo 2008

10 - Il piano di Dio individuale: pienezza di Spirito Santo

(…continuing…)


Era questa una realtà per i primi pentecostali? Assolutamente sì. Da un fratello Lombardo che si sente indotto dallo Spirito a predicare in un bosco senza scorgere anima viva (e poi scopre che è presente un osservatore nascosto), ad un fratello Francescon a cui vengono rivelati le località dove dirigersi nel Sud America, queste esperienze di “pienezza dello Spirito Santo” sono ritornate ad essere concrete proprio dopo la Pentecoste del 1900.

Lo stesso fratello Lombardo, salendo su una nave, viene avvisato in Spirito da Dio del fatto che essa non arriverà a destinazione. Ed infatti quello fu l’ultimo viaggio di quella nave… ma non fu l’ultimo per il fratello Lombardo che aveva deciso di conseguenza di viaggiare su di un’altra imbarcazione.

Teniamo salde le verità esposte nei precedenti interventi, pratiche e soprattutto quotidiane (usare la testa, guardare ai nostri desideri, pesare le esigenze esterne), ma esercitiamo la fede di credere anche nel fatto che lo Spirito Santo potrebbe intervenire spesso in modo diretto dicendo esattamente al cuore cosa dobbiamo fare. Non stiamo parlando di emotività o di dubbiose sensazioni, ma di una consapevolezza spirituale lucida ed improvvisa.

Queste situazioni non saranno la norma, ma di sicuro se non abbiamo una vera fede nell’opera dello Spirito Santo (a volte anche sorprendente) non avremo mai la stessa consacrazione ed efficacia della prima generazione pentecostale, quella consapevolezza che, nelle nostre scelte, pro o contro i nostri interessi, siamo “legati nello Spirito” (Atti 20.22). Quella consapevolezza che qualcuno chiama semplicemente fede.

venerdì 14 marzo 2008

9 - Il piano di Dio individuale: pienezza di Spirito Santo

(…continuing…)

Prima di rispondere, vediamo un altro esempio significativo: Atti 13:9-11. Paolo è contrastato verbalmente dal mago Bar-Gesù mentre sta evangelizzando il centurione Sergio Paolo… d’un tratto, invece di comportarsi con mansuetudine, riservatezza e delicatezza come la Bibbia inviterebbe a fare in questi casi (1 Pietro 3.16), si rivolge con irruenza al mago e gli anticipa un miracolo ben preciso: cecità estemporanea. E la cecità scende sul mago.

In questo secondo passo, il testo greco è molto chiaro: “pieno di Spirito Santo” sarebbe da tradursi “riempito in quell’istante di Spirito Santo”.

In entrambi i casi qualcosa di spirituale è avvenuto. Una consapevolezza lucida, che Pietro ha ricercato consapevolmente in preghiera (ed aveva bisogno di concentrazione e di silenzio a quanto pare) è scesa istantaneamente nel cuore degli apostoli e li ha autorizzati a dire e fare cose che, umanamente parlando, non sarebbe lecito fare se non a Dio stesso: guarire/resuscitare o maledire con una malattia (ripeto: Pietro non ha pregato per una resurrezione, ha direttamente resuscitato).

Non si tratta di qualcosa legato solo a miracoli: in Atti 10:19-20 Pietro avverte chiaramente nello Spirito di dover seguire alcuni uomini che lo cercavano. Lo Spirito Santo gli ha comunicato interiormente con chiarezza come rispondere alla proposta di quegli uomini.

Anche se questi tre passi descrivono nel dettaglio scene poco frequenti, si tratta evidentemente della stessa realtà che avviene nel momento in cui un credente esercita uno dei nove carismi in chiesa. Cosa deciderà se e quando devi profetizzare, esercitare il dono delle lingue o quello di sapienza in chiesa? Sarà la Bibbia a dirtelo? Sarà il tuo desiderio? Sarà la tua intelligenza? Saranno le circostanze? Assolutamente no. Per quanto esistano passi che descrivano una pienezza continua di Spirito Santo, per lo più la Bibbia ci invita a vedere la pienezza dello Spirito Santo come qualcosa che (letteralmente) “cade” (atti 10:44) sul credente in alcuni momenti e lo induce a fare cose e azioni assolutamente non prevedibili (nei limiti di ciò che ci viene presentato dalle Scritture).

(… to be continued…)

mercoledì 12 marzo 2008

8 - Il piano di Dio individuale: pienezza di Spirito Santo

Nei precedenti interventi abbiamo visto come capire la volontà di Dio nelle varie situazioni sia in genere molto naturale. In fin dei conti, ripercorrendo gli interventi fatti, noterete che per lo più si tratta di realtà e di indicazioni che potrebbe seguire efficacemente anche un non-credente (sebbene non avrebbero lo stesso significato).

Non ci sono dubbi, leggendo il libro degli Atti degli apostoli o le epistole alle chiese locali che Paolo prendeva la maggior parte delle sue decisioni nei modi già esposti, con molta naturalezza… di sicuro non scendeva un angelo dal cielo ogni due settimane per dargli un’indicazione né era prevista ogni venerdì sera una visione o un sogno notturno per sapere in che Sinagoga o scuola pubblica dovesse andare a predicare il giorno dopo.

Tuttavia, queste semplici indicazioni non descrivono minimamente ciò che è avvenuto nella chiesa primitiva in situazioni particolari e ben precise, come quelle che vediamo nei due seguenti passi:

Ma Pietro, fatti uscire tutti, si mise in ginocchio, e pregò; e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita, àlzati». Ella aprì gli occhi; e, visto Pietro, si mise seduta (atti 9.40)


Ricostruiamo la scena: Pietro entra nella casa e caccia tutti (perché?); poi si inginocchia non verso la ragazza ma dall’altro lato (perché?), passa del tempo in preghiera e poi si volta e con autorità esclama “Tàbita alzati”. Tabita si alza. E’ resuscitata. Cosa è successo? Perché Pietro non ha pregato dall’inizio ad alta voce, come sarebbe stato normale, magari con tutti gli altri fratelli: “Signore ti preghiamo per la povera Tabita perché SE è nella tua volontà tu la possa resuscitare”?

(… to be continued…)

domenica 9 marzo 2008

7 - Il piano di Dio individuale: cosa NON ti rivela la volontà di Dio

Ho esaminato le mie vie ed ho orientato i miei passi verso le tue testimonianze (Salmo 119:59)

Abbiamo visto finora gli elementi mediante i quale di norma comprendiamo cosa s’aspetta Dio da noi. Prima di passare all’ultimo importante argomento di questa serie, vorrei velocemente elencare due o tre cose che in generale NON sono utili per comprendere la volontà di Dio (e che probabilmente ti confonderanno le idee):

>l’emotività: in nessun verso della Bibbia un cristiano comprende cosa sia la cosa giusta da fare affidandosi ad emozioni o a confuse sensazioni – davvero nessun passo, che io sappia;
>le coincidenze: generalmente le coincidenze non costituiscono una guida per la nostra vita spirituale. Esistono alcune eccezioni nella Bibbia, ma si tratta di casi in cui è stata fatta in precedenza un’esplicita preghiera a questo proposito (per esempio: Gen. 24:23-27), per cui la coincidenza diventa una risposta alla preghiera;
>tutto ciò che non è biblico: per farla breve, anche se Dio asseconda a volte la nostra piccolezza umana, lo Spirito Santo si comporta oggi così come si comportava con gli uomini di Dio di cui viene raccontato nella Bibbia.

Ed è per questo che la lettura del libro degli Atti ci costringe a prendere in esame un ultimo elemento mediante il quale Dio rivela la Sua volontà ai veri cristiani… ma questo sarà oggetto del prossimo post.

giovedì 6 marzo 2008

6 - Il piano di Dio individuale: le circostanze e le esigenze intorno a te

Come abbiamo visto, le chiamate più profonde affondano le loro radici nei profondi desideri spirituali del credente e nei doni che il Signore gli ha dato. Ma non dobbiamo con questo correre il rischio di sottovalutare l’importanza di guardarci attorno e di cogliere le necessità del popolo di Dio, rispondendo prontamente, a prescindere da qualsiasi visione “speciale” per il servizio.

“Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato” (Giac. 4.17). Quando si presentano delle chiare esigenze a cui puoi rispondere, è volontà di Dio che tu risponda. Forse sei in grado di fare altre cose, e vorresti fare altro, ma di fronte all’esigenza che è davanti al tuo naso, rispondi all’esigenza! Stefano era un ottimo predicatore ma in Atti 6 vediamo che risponde all’esigenza e… serve alle mense. Anche Paolo in Atti 15.36 si muove partendo dalla considerazione di una chiara e semplice esigenza che ha notato.

Insomma, il fatto che dobbiamo considerare anche le circostanze intorno a noi sottolinea ancora una volta due aspetti che abbiamo cercato di tenere sempre presenti in queste riflessioni pratiche sulla comprensione della volontà di Dio:

Dio ha preparato in anticipo le opere che dobbiamo compiere per Lui (Efes 2.10) e per questo dobbiamo aver fede che ha un piano per la nostra vita, ma…“chi bada al vento non seminerà; chi guarda alle nuvole non mieterà. Come tu non conosci la via del vento... così non conosci l’opera di Dio, che fa tutto. Pertanto fin dal mattino semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue mani; perché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio…” (Eccles. 11:4-6)

Se vedi che puoi fare qualcosa per Dio, fallo. Non è un caso. Anche se non vedi nulla, quella è la volontà di Dio per te. Abbi fede.

lunedì 3 marzo 2008

5 - Il piano di Dio individuale: i sogni ed i desideri

"Guai, dice il SIGNORE, ai figli ribelli che formano dei disegni, ma senza di me, che contraggono alleanze, ma senza il mio Spirito (…) che vanno giù in Egitto senza aver consultato la mia bocca" (Isaia 30:1-2)

Questo è uno di quei versi che terrorizza i giovani cristiani che devono prendere una decisione: la necessità di consultare “la bocca di Dio” e non poter prendere decisioni di “testa propria”… Guai! :-) Fermo restando che il verso dovrebbe far riflettere ogni credente che pensa che si possano prendere decisioni “senza consultare Dio”, bisogna però tener presente che lo Spirito Santo nel Nuovo Patto è DENTRO di noi (e sennò quale sarebbe il vantaggio di essere vissuti DOPO la morte di Cristo? :-) ). Questo si realizza sia nei nostri pensieri spirituali (di cui abbiamo parlato nel precedente intervento), sia nei nostri desideri.

Questa è un’altra verità fantastica che i giovani cristiani spesso sottovalutano.

Considerate la semplicità di 1 Sam. 10.6-7: Lo Spirito del SIGNORE t'investirà, e tu profetizzerai con loro e sarai cambiato in un altro uomo. Quando questi segni saranno avvenuti, fa' quello che avrai occasione di fare, poiché Dio è con te.

Fa’ quello che avrai occasione di fare: Dio è con te. Più facile di così… lo Spirito Santo che devi consultare è ora DENTRO di te (se sei nato di nuovo). La naturale conseguenza è che se il tuo cuore è alimentato dalla Parola di Dio e dalla preghiera, i tuoi desideri sono di volta in volta i desideri dello Spirito Santo (così come lo sono i ragionamenti).

Il primo sintomo di una vera chiamata al ministero pastorale? Il desiderio e l’aspirazione a predicare la Parola di Dio per l’edificazione della Chiesa (1 Tim 3.1). Ma qualsiasi sia l’attività a cui il Signore ti stia chiamando, Egli produrrà sempre e comunque in te il desiderio (Fillpp. 2.13); Dio rispetta la nostra libera volontà, ma ha il potere di dirigere i nostri desideri dove Lui desidera (Prov. 21.1); ecco dunque che, se dimoriamo in Lui, sappiamo che con un pizzico di fede, i nostri desideri si adempiranno (Giov.15.7; Salmo 37.4).

Perché?

Perché Dio trarrà per l’eternità gloria al Suo nome dall’aver adempiuto i nostri desideri che Egli stesso ha suscitato nei nostri cuori, com’è scritto chiaramente nel seguente passo:

“…preghiamo continuamente per voi affinché il nostro Dio… compia con potenza ogni vostro buon desiderio e l’azione della vostra fede, in modo che il nome del nostro Signore Gesù sia glorificato in voi, e voi in Lui…” (2 Tess. 1:11-12).
A noi tocca avere fede che tali giusti, santi e meravigliosi desideri non sono nostri, ma provengono dal cielo.

sabato 1 marzo 2008

4 - Il piano di Dio individuale: il buon senso e le tue capacità

Una volta che un credente ha stabilito un rapporto solido e profondo con la Parola di Dio, con lo Spirito Santo in preghiera e con la comunità dei credenti… ecco venire il momento di una scelta delicata: un lavoro interessante, un trasferimento (e devi scegliere quale comunità frequentare), un’occasione di evangelizzazione… come valutare il da farsi?

Beh, è scontato, ma per prima cosa: usa la testa che il Signore ti ha collocato saggiamente sulle spalle! Chi mi autorizza a farlo? Beh, abbiamo o non abbiamo la “testa” di Cristo? (1 Corinzi 2.16: mente di Cristo; 1 Corinzi 14.20).

Il fatto che Dio diriga i passi dell’uomo non toglie assolutamente che l’uomo debba meditare la Sua via (Prov 16.9 è chiarissimo).

Ma quello che mi colpisce (ed è il vero miracolo) è che, pur usando la tua testa e prendendo una decisione saggia e ponderata (calcolata), essa ha un peso spirituale paragonabile ad una “rivelazione” da parte di Dio. Un paio di esempi a questo proposito: atti 15.28 e atti 15.36. Nel contesto di atti 15.28 noi vediamo un gruppo di pastori che valuta (alla luce delle Scritture) cosa sia giusto fare per una questione pratica ben definita. C’è una profezia che risolve la questione? No. C’è un passo biblico che definisce i risultati di atti 15.29? no, ma l’Antico Testamento viene citato per notare che le indicazioni sono in armonia con la Bibbia. Ed allora perché alla fine compare “è parso bene allo Spirito Santo ed a noi”? come si era espresso lo Spirito Santo, se non nei ragionamenti spirituali che i pastori avevano fatto mediante la mente di Cristo? Allo stesso modo, il secondo viaggio missionario di Paolo inizia con un semplice ragionamento (atti 15.36) mentre il primo iniziò per la guida di un chiaro messaggio profetico (atti 13.2). Quale fu più “guidato da parte dello Spirito Santo”? beh, il secondo viaggio fu più lungo, toccò più città, vide miracoli più straordinari e si spinse più lontano… a voi valutare.
Concludiamo da questo tipo di passi biblici (ce ne sarebbero altri) che sta a noi aver fede che i ragionamenti spirituali e biblici che facciamo in armonia con la chiesa siano davvero espressione della volontà di Dio, anche quando riguardano questioni molto pratiche. Si tratta di un preciso atto di fede che il credente compie prima di affrontare una scelta: “Dio mi guiderà nei miei ragionamenti ed essi saranno espressione della mente di Dio”.

Nei nostri ragionamenti spirituali, soprattutto se pensiamo a come servire Cristo, ricordiamoci anche delle nostre capacità.

Devi votare il pastore della tua chiesa? Vuoi fare il pastore? Beh, non puoi prescindere dal concetto naturale che il pastore deve essere “capace di insegnare” (1 Tim 3.2). Allo stesso modo, nel seguente passo, le capacità di alcune donne sono state usate per l’opera di Dio nella loro semplice praticità (Es. 35:25-26).

Non si scappa: per quanto ti possa sembrare limitato, il primo punto per capire la volontà di Dio per te è semplicemente pensare (alla luce della Parola di Dio, della preghiera e del consiglio fraterno… non lo sottolineeremo mai abbastanza).

mercoledì 27 febbraio 2008

3 - Il piano di Dio individuale: quando tutto è molto, molto facile…

Per sintetizzare le questioni pratiche (perché, come abbiamo già scritto, la dottrina del piano di Dio sembra essere salda e ben condivisa in ambito evangelico) associate a questo argomento, togliamo subito di mezzo le situazioni “troppo facili”.

Diciamola subito tutta:

- Quando il pastore ti chiede di fare qualcosa o ti esorta con fermezza a non fare qualcos’altro;
- Quando è scritto con chiarezza nella Bibbia ciò che devi fare o non devi fare;
- Quando ti appare un angelo dal cielo (in visione o realmente) e, in armonia con le Sacre Scritture, ti dice di andare a Roma o a Milano ad evangelizzare…

…dubito che passerai ore a cercare di capire qual è la volontà di Dio per te. Sono situazioni molto molto facili in cui la volontà di Dio è chiara. Qualcuno (della terra o del Cielo) si è preoccupato prima di te di comunicarti cos’era la cosa giusta da fare.

Fermo restando che anche in questi casi accompagnare con la preghiera e la lettura della Bibbia tutto il percorso darà chiarezza e lucidità alla scelta che stai vivendo, su questo genere di situazioni, c’è ben poco altro di utile da dire.

Peccato che probabilmente coprano meno del 25% delle scelte decisive che siamo chiamati a prendere in una vita…

Tranquilli, abbiamo ancora almeno 4 post in serbo su questo argomento ;-)

(mi sono dimenticato di aggiungere la storia di quel ragazzo, che conosco personalmente, che per togliersi ogni dubbio su quale fosse la sorella da sposare, aveva chiesto in preghiera che fosse lei a farsi avanti… anche quella fu una scelta molto molto facile… almeno per lui, non ho mai saputo come l’ha vissuta lei ;-))

lunedì 25 febbraio 2008

2 - Il piano di Dio individuale: ciò che non può e non deve mancare

Dio avrà anche un piano per ciascuno di noi, ma di sicuro non è affatto scontato che guiderà mediante il Suo Spirito qualsiasi credente, a prescindere dalla sua consacrazione e dalla sua umiltà. Anzi, a ben vedere, l’umiltà sembra essere la caratteristica fondamentale di tutti coloro che si lasciano davvero guidare dallo Spirito Santo (Salmo 25:9): Egli guiderà gli umili.

Ma nella pratica, cosa dobbiamo fare per essere dei servi ubbidienti, pronti a riconoscere la guida dello Spirito di Dio?

1. Leggere, meditare e studiare la Bibbia in ogni modo (Salmi 119:105; Colossesi 3:16): solo la Parola di Dio sviluppa in noi il discernimento ed i pensieri che sono propri della mente di Cristo;
2. vivere una vita intensa di preghiera (Luca 6:12,13): solo alla presenza di Dio il credente riscopre con potenza la chiamata individuale che il Padre ha fatto a ciascuno di noi;
3. Frequentare una comunità e vivere in armonia con essa (Ebrei 10:25): solo all’interno della chiesa cristiana si possono trovare la predicazione della Parola, le profezie ed i messaggi carismatici ed i consigli ed il supporto di fratelli consacrati (Prov. 13.10; 15.22).

Queste realtà non vanno ricercate solo al momento di una specifica decisione, ma dovrebbero essere il normale contesto ed il normale nutrimento di un cristiano che è pronto per ascoltare la voce dello Spirito Santo.

Senza di queste premesse, nessuno degli altri consigli che daremo nei prossimi interventi potrà avere alcuna efficacia.

sabato 23 febbraio 2008

1 - Il piano di Dio individuale: il problema

Il 99% dei credenti evangelici nel mondo crede che Dio ha un piano personale per ciascuno di noi, che Dio stesso desidera e ci aiuterà a portare a compimento. Indipendentemente dalla denominazione o dalla posizione teologica questa visione del piano di Dio (del resto ben evidente nelle Sacre Scritture – Prov. 16:3,9, Filipp. 2:13, Rom.8:28, Matt.10:29) viene insegnata di padre in figlio e da monitore a studente di classe domenicale ad ogni nuova generazione evangelica.

Eppure, nella pratica questa Verità, che dovrebbe essere una forte e stabile ragione di consolazione e di entusiasmo, diventa motivo di turbamento e di confusione non solo per i giovani, ma molto spesso anche per gli adulti.

Il problema passa inosservato se il credente prende poche e automatiche decisioni nella vita, ma non appena diventa significativo il numero di scelte rilevanti, decisive e delicate di cui deve assumersi la responsabilità…avere solo una conoscenza teorica di questa dottrina non aiuta a trovare certezze e direzione, ma anzi diventa un impaccio ed un motivo di rallentamento.

Perché?

Di sicuro c’è da chiedersi se non ci sia una carenza di insegnamenti da parte del corpo pastorale. Capire la volontà di Dio resta a volte una questione difficile e contorta anche dopo uno studio apposito (che comunque è raro ascoltare).

Ma per gli apostoli, i discepoli, i credenti del libro degli Atti era davvero un problema ed un cruccio continuo “capire la volontà di Dio in ogni situazione”? davvero vivevano tutto ciò come lo viviamo noi?

Paolo era un decisionista. Come un manager ai giorni nostri, era chiamato a continue decisioni importanti, ma a differenza di un semplice manager, le sue decisioni erano fondamentali per la sua vita, per quella dei suoi collaboratori e per la salute delle comunità con cui era collegato, nonché per la salvezza di coloro che erano ancora nel mondo. Eppure viveva il tutto con naturalezza e sicurezza.

Ogni giorno avrebbe potuto decidere di andare ad evangelizzare in una città nuova del mediterraneo. A volte infatti si spostò velocemente da un luogo all’altro, a volte si fermò a lungo nella stessa città; poteva richiamare via lettera un collaboratore come Timoteo, Tito o Luca (per fare due o tre esempi della ventina che si potrebbero fare) per farli accorrere a dare una mano. Oppure lasciare ciascuno lì dov’era a svolgere il compito che stava seguendo. Oppure inviarli ad Efeso. Oppure a Corinto. Oppure a Colosse.

Come affrontava queste decisioni? Come capiva di volta in volta cos’era ciò che Dio si aspettava?

Solo se sapremo essere una gioventù forte e sicura nel prendere le nostre decisioni (spirituali e non), potremo essere capaci di compiere azioni rilevanti per la causa di Cristo.

Ecco perché per circa due settimane, i nostri interventi riguarderanno tutti quest’unico tema…

Come faccio a capire di volta in volta qual è la decisione giusta da prendere, in armonia con la volontà di Dio per me?

Credo e spero di essere riuscito a stimolare l’appetito ;-)

giovedì 21 febbraio 2008

Parlare di risveglio? No, grazie

...la grazia che abbonda per mezzo di un numero maggiore di persone, moltiplichi il ringraziamento alla gloria di Dio (2 Corinzi 4.15)


Non usiamo e non useremo molto la parola "risveglio". Al giorno d'oggi parlando di "risveglio" in ambito evangelico si intende qualsiasi cosa:

consacrazione silenziosa ma profonda nel cuore
oppure
entusiamo espansivo e coinvolgente
oppure
miracoli dal carattere biblico
oppure
miracoli dal carattere sospetto
oppure
conversioni di due o tre persone
(mai sentito un pastore che definisce questo un risveglio? - e non è un errore, sapete? - Efes. 5:14)
oppure
conversioni di molte persone che però, chissà perchè, dopo due mesi si sviano
oppure
battesimi nello Spirito Santo (in tutti i sensi in cui questa parola può essere interpretata nel mondo evangelico)
oppure
ecc. ecc.

Per essere chiari, non dovrebbe interessarci un "risveglio" generico, giusto per la soddisfazione di averne visto uno. Ed un battesimo nello Spirito Santo che non porta frutto è un battesimo anomalo secondo lo standard biblico.

Ciò che sottolineamo e che ci interessa è che:
- milioni di italiani non sanno neppure quale sia il significato autentico della parola Evangelo;
- milioni di italiani stanno correndo verso l'inferno senza che nessuno fermi questo loro precipitare;
- migliaia di giovani evangelici italiani stanno sprecando la loro vita e le loro energie invece di contribuire all'avanzamento del regno di Cristo in modo
significativo;
- decine di chiese evangeliche si stanno focalizzando su tante cose differenti dalla priorità di annunciare l'Evangelo.

Noi vorremmo vedere:

- la salvezza in Cristo sparsa sui molti;
- la salvezza in Cristo che raggiunge gli emarginati;
- la salvezza in Cristo che è a disposizione dell'uomo della strada.

Noi vorremmo vedere migliaia di giovani evangelici che sanno qual è la loro funzione nel regno di Dio (assegnata dallo Spirito Santo stesso) e che contribuiscono a raggiungere i perduti.

Noi vorremmo vedere l'amore (nel suo significato biblico e non sentimentalistico) come stendardo inconfondibile dell'unica vera Chiesa (che unisce spiritualmente tutti i veri credenti salvati per grazia).

Non so se è questo ciò che tu intendi per risveglio, ma per noi è questo ciò per cui abbiamo intenzione di combattere.

Con ogni arma spirituale.

Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. (Efes. 6:12)

lunedì 18 febbraio 2008

Quanto alla Rocca

“Quanto alla Rocca, l'opera sua è perfetta” (Deut. 32:4)


Queste parole sono tratte da uno degli ultimi discorsi che Mosè fa al popolo d’Israele. Mosè ha ormai 120 anni e, poco prima di salire sul monte Nebo dove l’Eterno stesso gli darà sepoltura, riguardando indietro, nel suo passato. Dal primo giorno della sua vita fino a quel momento, nota gli evidenti tratti della guida divina e considerando l’opera che Dio ha compiuto attraverso di lui guidando un popolo numeroso come Israele fuori dal paese d’Egitto, aprendo il Mar Rosso dinanzi a loro e provvedendo la Sua guida e la Sua cura particolare in mezzo al deserto fino a farli giungere alla gloriosa terra promessa, non può far altro che iniziare il suo discorso esclamando:”Quanto alla Rocca, l’opera Sua è perfetta”.
Il cristiano attraverserà sicuramente momenti di grande difficoltà nella sua vita, momenti in cui più volte nella sua mente e nel suo cuore ci sarà questa domanda: “Perché Signore?”. Vi saranno periodi dove gli sembrerà di essere stato abbandonato persino da Colui che gli ha detto: ”Io non ti lascerò è non ti abbandonerò”. Attimi di tale scoraggiamento dove, bramando e cercando la presenza del Suo amato Maestro, Egli gli negherà il Suo abbraccio paterno affinché la sua fede sia affinata e resa “più preziosa dell’oro che perisce”. Con piena certezza però, posso affermare, che dopo tutto questo, quando i suoi occhi staranno per chiudersi alla vita mortale per aprirsi a quella eterna, quando pochi attimi lo separeranno dalla momento in cui i suoi occhi verranno saziati dalla santa sembianza di Colui che l’ha salvato, anch’esso, guardando le orme che ha lasciato dietro di sé, potrà esclamare come Mosè: “Quanto alla Rocca, l’opera Sua è perfetta.”
Quando anche per noi l’ora del tramonto si avvicinerà, se siamo rimasti fedeli a Colui che è il Fedele, questa esclamazione riempirà sicuramente la nostra bocca e, soprattutto, il nostro cuore, ma già da oggi, senza aspettare tanto tempo, forse in mezzo alle tempeste più scure ed incomprensibili, forse proprio mentre i venti della paura e del dubbio soffiano inspiegabilmente sulla nostra vita, dando piena fiducia al nostro amato Salvatore e Signore Gesù, vogliamo esclamare alla gloria di Dio: ”Quanto alla Rocca, l'opera sua è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia. È un Dio fedele e senza iniquità; Egli è giusto e retto”.



Emanuele

sabato 16 febbraio 2008

La categoria mancante

…siate santi in tutta la vostra condotta (1 Pietro 1.15)

Per chi non se ne fosse accorto, in basso sulla destra trovate una suddivisione dei vari post per categoria. Vi siete mai fatti un giro? Le categorie che utilizziamo sono le seguenti:
Amore ed unità, consacrazione, evangelizzazione, integrità, intervento di Dio, la generazione precedente, momento cruciale, ottimismo, Parola di Dio, piano di Dio personale, situazione Italia, vita ad esuberanza.
Ci siamo accorti che non utilizziamo una categoria che molti utenti forse si aspetterebbero in un blog del genere: santità.
E' una parola che io in particolare utilizzo molto poco, lo avete notato?
E per caso vi siete chiesti anche perchè? (vabbè, non voglio chiedere troppo)

Innanzitutto precisiamo subito che la santità è una (se non la) priorità della vita di ogni credente. Nessuno lo mette in dubbio: è biblico. Ed è biblico che la santità è una condizione necessaria per essere degli strumenti nelle mani di Dio. Ma ciò che non mi piace di questa parola è l'uso distorto che spesso se ne fa in ambito evangelico ed ancora di più in ambito cattolico romano. Le parole "santità" e "santificazione" sembrano essere legate ad un ritorno alla "legge fatta di comandamenti in forma di precetti" (Efes. 2.15), "quali «Non toccare, non assaggiare, non maneggiare»" (Col. 2.20-21).
Per sicurezza, preferisco usare i termini altrettanto biblici: "integrità" (legato all'aspetto della purezza) e "consacrazione" (legata all'aspetto del riservare se stessi per uno scopo superiore). "Santità" forse li sintetizzerebbe entrambi con un solo termine.

Integrità e consacrazione sono in qualsiasi caso le condizioni indispensabili per essere strumenti nelle mani di Dio.

I precetti di uomini, no.

mercoledì 13 febbraio 2008

Evangelici dispersi


"Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze" (Filipp. 3.10)

Leggevo recentemente la recensione di un nuovo libro di un pastore americano. Un intero libro per sottolineare questo semplice concetto: "amici pastori, invece di dare 30 insegnamenti diversi nel corso di una sola giornata , focalizzatevi su un insegnamento fondamentale per un'intera settimana ed imprimetelo con forza e semplicità nel cuore e nella mente della Chiesa" (=martellàte per una settimana intera solo su quel soggetto)... per esempio: una settimana insistete sulla necessità di partecipare alla preghiera comunitaria, la settimana dopo sulla necessità di leggere ogni giorno la Bibbia individualmente, la settimana dopo sull'evangelizzazione dei propri parenti, e così via...

c'era bisogno di scrivere un intero libro per un'idea come questa?

Ebbene, pare proprio di sì. E' una reazione. Anche in Italia, un tempo avevamo carenza di conoscenza biblica, ma oggi abbiamo troppe informazioni. Troppi siti internet evangelici (meno male che i blog sono ancora pochi). Troppi libri (questo mi ricorda qualcosa: Eccles. 12:14). Troppe diverse interpretazioni per
uno stesso passo biblico. Troppe associazioni evangeliche analoghe.

Troppa dispersione di energie.

L'era della globalizzazione, di internet e del pluralismo ha effetto persino sulla Chiesa. Ma il pericolo non può essere sottovalutato: la dispersione di intenti e di energie in mille direzioni ha un senso di marcia contrario a quella dello Spirito Santo che invece nella Bibbia focalizza l'attenzione sempre su poche priorità.

-quanto all'efficacia spirituale, l'enfasi della Bibbia è sui mezzi della preghiera e della Parola di Dio (e basta);
-quanto ai tempi futuri, l'enfasi di Gesù nei vangeli è sul "vegliate" (non sull'elaborazione di tanti schemi escatologici);
-quanto alle priorità della vita, l'obiettivo principale del cristiano è di essere preparato ed usato da Dio per la salvezza e l'edificazione delle anime.

Potremmo andare avanti così su molti temi. La Bibbia è, nonostante i suoi aspetti oscuri ed i passi più difficili, un libro sostanzialmente semplice che per ciascun tema si focalizza sempre su un paio di priorità.

Stai ascoltando la voce dello Spirito Santo, semplice e diretta, oppure anche tu stai disperdendo la tua vita fra mille attività, lezioni da imparare, persone da
conoscere... ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.?


Paolo poteva dire:

"Il mio scopo è conoscere Cristo, la potenza della Sua resurrezione, la comunione con le Sue sofferenze".

Punto.


E soprattutto senza "ecc.".

lunedì 11 febbraio 2008

La quarta sensazione…

Una sensazione di disagio?

Percepiamo una sensazione di disagio confrontandoci con il libro degli Atti? Ci rendiamo conto che non siamo (come intera comunità o intero movimento) ciò che dovremmo essere? Vediamo una differenza che in alcuni casi sembra enorme fra la realtà attuale e la realtà descritta in questo libro della Bibbia?

Niente panico.

E’ normale. In ogni cosa la Bibbia ci descrive il modello perfetto verso cui tendere. Non è stata scritta per deprimerci di fronte alla nostra meschinità, ma affinché resi forti e sereni dalla grazia, possiamo chiedere a Cristo di farci progredire verso la Sua perfezione. In Cristo la Chiesa è già perfetta, ma nella pratica possiamo crescere e migliorare. Così come si cresce individualmente verso l’immagine di Cristo, come chiesa nell’insieme si cresce verso il modello descritto nella Bibbia. Consapevoli dei limiti della nostra esperienza cristiana, possiamo con fede e sincerità andare davanti a Dio proprio come i pionieri del movimento pentecostale, 100 anni fa, e dire: ravvivaci Signore, non siamo come dovremmo essere, ma guardiamo a te, abbi pietà ed agisci… ed i nostri fratelli pentecostali realizzarono davvero questo “improvviso riavvicinamento” al modello divino… (di solito lo si chiama “risveglio”)…

17 Ora, o Dio nostro, ascolta la preghiera e le suppliche del tuo servo; per amor tuo, Signore, fa' risplendere il tuo volto sul tuo santuario che è desolato! 18 O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia. 19 Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio per amore di te stesso, o mio Dio, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo».” (Daniele 9:17-19)

29 Adesso, Signore… …concedi ai tuoi servi di annunziare la tua Parola in tutta franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù». 31 Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti, tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunziavano la Parola di Dio con franchezza. (Atti 4:29-31)

venerdì 8 febbraio 2008

Sensazioni dalla lettura del libro degli Atti (3 di 3)


Il senso di azione e di dinamismo

…si mise subito a predicare… (Atti 9.20)

…avendo predisposto la vostra mente all’azione…(1 Pietro 1.13)


Qualcuno ha scritto che grazie a Dio non esiste il libro delle “risoluzioni” degli Apostoli, ma il libro degli “Atti”. Gli apostoli (e non solo gli apostoli) erano gente dinamica, che si muoveva, che prendeva decisioni, che agiva, cioè compiva Atti.
“Andò”, “venne”, “si alzò”, “scesero” sono parole presenti in tutti i capitoli del libro degli Atti. La missione esigeva movimento, attività, direzione non fini a se stessi, ma volti all’unica causa comune dell’annuncio dell’Evangelo. Nel contempo non si trattava di un inutile agitarsi umano, ma di un insieme armonico di azioni nelle quali si percepiva e si dichiarava la guida e l’azione dello Spirito Santo, Dio in terra. Gli apostoli discutevano, a volte litigavano pure ma alla fin fine andavano (Atti 15:39-40), in qualsiasi caso.

Non c’è da meravigliarsi se Paolo percepiva l’intera vita cristiana come una corsa nella quale non era stata data la possibilità di guardarsi indietro (Filipp. 3.13-14).

Sono queste sensazioni (di urgenza, di meraviglia, di dinamismo) che le nostre chiese dovrebbero trasmettere, come sintomi di uno stato spirituale di "veglia".

In caso contrario, è necessario che ci svegliamo. Né più né meno. Consapevoli o non consapevoli, il momento è cruciale: Gesù sta davvero per tornare.

giovedì 7 febbraio 2008

Sensazioni dalla lettura del libro degli Atti (2 di 3)

Il senso dello straordinario e del meraviglioso

Tutti furono presi da stupore e glorificavano Dio; e, pieni di spavento, dicevano: «Oggi abbiamo visto cose straordinarie».(Luca 5.26)
Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? (Atti 3.12)



Si può affermare tranquillamente che lo straordinario non possa mai diventare ordinario... per definizione stessa. Quindi non ci si può aspettare che sia consueto nelle nostre chiese. Ma il punto è che nel libro degli Atti non si percepisce noia, non si percepisce ripetizione, non si percepisce stasi, non si percepisce assuefazione. L'unico caso di un giovane che in un certo "si annoiava" (Atti 20.9), è seguito da uno dei miracoli più gloriosi di tutta la Bibbia (miracolo, lo ricordiamo, significa "qualcosa che desta meraviglia").
Il senso di straordinario era dovuto alla costante percezione di sovrannaturalità che dominava la vita della chiesa degli Atti. Lo Spirito Santo era percepito come qualcosa di concreto e di reale... di autentico. Una persona divina attiva e vivente in mezzo al popolo di Dio. Nulla di più semplice eppure efficace. I mezzi umani erano ridimensionati, la potenza di Dio era evidenziata.
Forse non bisogna cadere nell'eccesso opposto di cercare "segni e prodigi" a tutti i costi o di disprezzare la ripetizione di concetti biblici già noti (Filipp. 3.1 e 2 Pietro 1.12 ci mettono in guardia da quest'errore) ma non si può nascondere che la meraviglia sia qualcosa che contraddistingueva le chiese primitive... e che molti di noi conoscono appena.

martedì 5 febbraio 2008

Sensazioni dalla lettura del libro degli Atti (1 di 3)

Un senso di urgenza


14 Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo». (Marco 1.14-15)


"La ragione per la quale abbiamo bisogno di realizzare un cambiamento positivo è la vicinanza del regno di Dio che costringe la persone a fare una scelta a favore o contro di esso.
Noi che seguiamo Cristo siamo incaricati in modo speciale di porre questa scelta dinanzi agli ascoltatori (Matt. 28:18-20). Se non facciamo questo, come potranno sperimentare la giustizia, la pace e la gioia che sono l'essenza del Regno di Dio? (Rom. 10:14-15; cf. 14:17)

Focalizziamoci sulla vicinanza del Regno e sulle decisioni che induce a prendere. Questo stabilirà un senso di urgenza intorno al quale tutto il movimento potrà convergere.

La nostra visione evangelistica in altre parole, deve avere la priorità sulla conservazione delle nostre strutture istituzionali. Le nostre strutture istituzionali sono semplicemente dei mezzi per la nostra unica missione comune."

(dal sito futureag.blogspot.com, riflessione di G. P. Wood, figlio dell'attuale presidente delle Assemblee di Dio in America)

Avere la giusta percezione dell'urgenza della situazione spirituale del mondo intero trasforma il nostro modo di vivere la vita cristiana individuale e comunitaria.

sabato 2 febbraio 2008

La grande domanda: cosa bisogna fare per promuovere un risveglio?

"La grande domanda: cosa bisogna fare per promuovere un risveglio? Meditare insieme la Parola di Dio e dedicarsi insieme alla preghiera."

Era questo lo slogan sul fondo del blog appena due mesi fa. Da allora i temi sono variati, si sono arricchiti, abbiamo iniziato ad avere la partecipazione di vari fratelli. Ma a volte mi chiedo se, mentre passiamo magari un quarto d'ora al giorno riflettendo su queste cose online, all'atto pratico, stiamo pregando per il risveglio di cui stiamo parlando. Perchè di fatto stiamo ancora parlando di ricercare un risveglio. Ci crediamo? ed allora preghiamo!

Ci dispiace che negli ultimi dieci giorni abbiamo scritto poco sul blog, in compenso, abbiamo in cantiere un bel po' di riflessioni interessanti per il mese di febbraio... sono convinto vi colpiranno.

Ricordatevi inoltre di guardare anche i commenti, che spesso sono molto edificanti (un grazie in particolare all'utente che si fa chiamare "11/1ore1" che è costante in questa partecipazione).

Dio ci benedica... non perdiamo di vista le cose che contano davvero.

Pace,
redazione di ilmomentocruciale

giovedì 31 gennaio 2008

Proclamatelo ... con voce gioiosa! (di Simona)


Uscite da Babilonia, fuggite lontano dai Caldei! Con voce gioiosa, annunziatelo, proclamatelo, diffondetelo fino all’estremità della terra. Dite: il Signore ha riscattato il suo servo Giacobbe!” ISAIA 48:20

Con questo versetto il Signore chiama chiaramente il suo popolo ad annunziare l’evangelo…prima però dai versi precedenti esorta ad ascoltare. 3volte Dio ripete:

ascoltami Giacobbe…(vs 12); adunatevi tutti quanti e ascoltate… (vs 14), avvicinatevi a me e ascoltate questo…(vs16). Le fondamenta essenziali per ubbidire a quello che il Signore ci chiama a fare sono date dall’ascolto della sua Parola. Dobbiamo prima di ogni altra cosa realizzarla pienamente, dobbiamo farla nostra, assimilarla e gustarla giorno per giorno,così saremo pronti per proclamarla agli altri. E non solo; è importante anche uscire da Babilonia e fuggire dai Caldei, fuggire quindi dal peccato e da tutto ciò che ci allontana da Dio.

Ma il Signore ci invita anche a farlo in un certo modo: con gioia!! Bisogna essere gioiosi quando parliamo di Gesù e questo viene automaticamente perché coloro che hanno creduto in lui sono illuminati dalla sua luce e la sua gioa abita in noi. Quante volte volte ci avvicinano le persone dicendoci: “ma tu cos’hai??hai una luce particolare, hai qualcosa di diverso…” quella è la luce di Cristo che riflette in noi!!Incoraggiamoci quindi a parlare con gioia agli altri, a sorridere mentre cantiamo..perchè è la testimonianza di quella che è la nostra realtà interiore: siamo nella gioia perché Dio ha fatto cose grandi per noi!!

E infine cosa dire??quante volte penso a come cominciare, a cosa dire per introdurre il discorso con qualcuno, eppure qui il Signore è chiarissimo perché ci dice anche cosa dire subito senza discostarsi troppo: il Signore ci ha riscattato con il sangue di Gesù Cristo. Questo è il messaggio centrale dell’evangelo: Cristo crocifisso.


domenica 27 gennaio 2008

Perchè non partecipate ai sondaggi? ------>

Ciao,
le nostre statistiche indicano almeno almeno 280 visitatori regolari, eppure ai sondaggi riportati sulla destra avrete partecipato in una ventina... why? c'è qualcosa che vi lascia perplessi/ non vi convince/ vi insospettisce? per noi i sondaggi sono utili per farci un'idea generale del visitatore tipo, in modo tale da venirvi incontro nella terminologia e nell'attività del blog... però se i sondaggi non vi piacciono, ditelo eh? non ci offendiamo :-)

venerdì 25 gennaio 2008

"Ma cos'è un blog?"

Salito su una barca, vi sedette; e tutta la folla stava sulla riva. Insegnò loro molte cose (Matteo 13:2, 3; gli strumenti concreti cambiano, si passa dalla barca al blog, ma l'obiettivo è sempre lo stesso: condividere le realtà spirituali con il maggior numero di persone...)

Sono due mesi che frequenti questo sito ma ancora non sai cos'è un blog??

In effetti il blog non è uno strumento web conosciutissimo in Italia. Molti giovani fra i 20 ed i 30 anni navigano da anni in internet ma a stento sanno distinguere un blog da un sito "classico". A dire il vero, anche alcuni di noi hanno imparato davvero cos'è un blog meno qualche mese fa.
In Italia in questo momento i blog evangelici di "qualità" si contano su una mano. Probabilmente nei prossimi 3 anni aumenteranno considerevolmente di numero e diventeranno più frequentati, come sta accadendo in modo notevole negli USA.
Lo strumento del blog si addice infatti ai temi cristiani. Un blog è fatto di parole, e la Parola è la base dell'edificazione cristiana, mentre tante altre tipologie di siti internet sono state inventate per contenere soprattutto immagini, grafici, ecc. A differenza di un sito internet che contiene studi e meditazioni, il blog favorisce la sinteticità e l'immediatezza (e molto spesso in campo spirituale, poche parole valgono più di mille parole "annacquate") ed inoltre favorisce la condivisione e la comunione fra più fratelli perchè puoi star certo che tutti stanno leggendo nella stessa giornata lo stesso indentico post (laddove in un sito normale, puoi star tranquillo che ciascuno sta leggendo una meditazione differente l'una dall'altro).
Se un blog interessa davvero (e speriamo che questo interessi davvero) dovrebbe essere letto quasi quotidianamente; diciamo che, con la stessa frequenza con cui si legge la propria casella di posta elettronica, si può fare un clic e controllare se ci sono novità nel blog. In 1 minuto si legge il nuovo post e, volendo, si lascia un commento.
Io stesso che scrivo, seguo per esempio con regolarità altri blog in inglese: come per esempio quello di Carlson (uno dei massimi studiosi evangelici di esegesi biblica al mondo, che spesso fornisce un'analisi accurata dei testi originali di qualche passo delle Scritture... ecco il link http://www.hypotyposeis.org/weblog/ ma vi anticipo che i post del 2008 sono abbastanza noiosi...).
Fra i blog italiani, seguo con regolarità solo http://murales-habacuc.blogspot.com/. E' un blog molto bello che, a differenza di ilmomentocruciale.blogspot.com, non ha una "missione" precisa e quindi ha senz'altro il pregio di essere più vario nei suoi contenuti (si spazia da temi di attualità al riassunto di epistole neotestamentarie a note di archeologia cristiana). Fra l'altro, ho avuto modo di conoscere l'autore del blog e di stimarlo personalmente.
Rispetto a tutti questi blog vorremmo che ilmomentocruciale fosse qualcosa di simile al manifesto comune di una generazione di giovani evangelici consacrati (per questo accogliamo con favore chiunque voglia inserire un suo breve intervento, inviandolo via mail all'indirizzo ilmomentocruciale@blogspot.com). Vorremmo che questo blog contribuisse a tracciare una direzione per i prossimi anni, per la nostra vita di cristiani e per le chiese di cui facciamo parte, di cui rappresentiamo, in quanto giovani, sia il presente che il futuro.

Con i sondaggi attivati in questi giorni, cerchiamo anche di comprendere in che modo e su che tipo di visitatori il blog è risultato finora efficace... mentre il numero dei visitatori regolari continua a crescere giornalmente... e speriamo continui sempre così.

mercoledì 23 gennaio 2008

Una seconda meditazione di Simona...

Tuttavia rimasero là per molto tempo, predicando con franchezza e confidando nel Signore che rendeva testimonianza alla Parola della sua grazia e concedeva che per mano loro avvenissero segni e prodigi. (Atti 14:3)

Nonostante la situazione impervia che si era creata (a causa dei Giudei) Paolo e Barnaba rimasero ad Iconio per molto tempo continuando a predicare. Quel tuttavia mi ha fatto riflettere molto perché a volte capita di trovarsi in un luogo particolarmente ostile e umanamente la prima azione che ci viene in mente e che spesso facciamo è fuggire. E così ostacoliamo il piano del Signore perché forse c’era ancora qualcosa da fare nonostante il momento e la situazione erano difficoltosi. Ricerchiamo la guida dello Spirito Santo anche in questo, sarà lui a farci comprendere il momento giusto in cui dobbiamo andar via.

Ma parve bene a Sila di rimanere qui. (Atti 15:34)


Giuda e Sila furono inviati ad Antiochia insieme a Paolo e Barnaba per esortare i fratelli a non dar retta alle questioni che erano sorte sulla circoncisione. Si trattennero lì per qualche tempo, poi i fratelli li lasciarono ritornare in pace, ma Sila decise di rimanere lì, probabilmente perché il Signore gli aveva fatto comprendere che non era ancora terminato il suo mandato, che ad Antiochia c’era ancora bisogno di lui.
C’è una cosa a cui tengo molto: non ci affidiamo al fatalismo (non esiste!!!), non accettiamo passivamente il corso degli eventi, perché non è per caso che lavoriamo in quella città, in quel settore, in quella università..ma è il Signore che ci ha posto lì e sarà lo Spirito Santo che ci guiderà nella testimonianza, nei tempi, nei modi anche se ci troviamo in situazioni difficoltose e piene di ostacoli.

(Che dire? a me piace soprattutto l'enfasi che Simona mette sul fatto che dobbiamo cercare davvero la guida dello Spirito Santo e non essere assolutamente passivi... in futuro parleremo ancora più in dettaglio di questo tema... ah, vi ricordo che tutti ci potete inviare meditazioni da pubblicare a ilmomentocruciale@gmail.com by Fra)

martedì 22 gennaio 2008

Oggi una citazione...

A church is a hospital for sinners, not a museum for saints. (L. L. Nash).

"Una chiesa è un ospedale per peccatori, non un museo per santi".

Che ne pensate di questa frase? mi piace molto, però la Bibbia ci insegna che la Chiesa esiste anche per l'edificazione reciproca dei credenti...

Dite la vostra, se vi va, nei commenti...



domenica 20 gennaio 2008

L'Italia è mai stata evangelizzata?

"alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura." (Giov. 4.35)

L'Inghilterra e gli Stati Uniti d'America hanno tanti problemi spirituali che noi non abbiamo, ma una cosa è sicura: è difficile fra di loro trovare qualcuno che non sappia chi siano gli evangelici. Ed è anche più difficile rispetto all'Italia trovare qualcuno che non sappia spiegare cosa è necessario fare secondo la Bibbia per essere salvati (anche fra gli atei).

Spostiamoci in Italia: quanti sanno chi sono i testimoni di Geova?

(rifletteteci 3 secondi)

e quanti sanno invece chi sono gli evangelici?

(rifletteteci più di 3 secondi)

Il fatto che esistano "gruppetti" di evangelici in tutta Italia (in generale con una percentuale di circa 1 evangelico ogni 1000 abitanti) non consente di affermare che "quella città o quel paese sono stati evangelizzati". Se quei 20 evangelici non sono concretamente testimoni di Cristo, questo non consente di affermare che "in quella città esiste un'autentica testimonianza evangelica". Questa riflessione ci fa tornare ad una visione di carattere missionario. Il bisogno è immenso e, se sei salvato, tu sei fra quei pochi che può fare qualcosa per la salvezza del tuo paese.

Ma non si tratta di esorcizzare i nostri sensi di colpa evangelizzando in piazza una volta al mese con un volantino oppure due volte al mese il tuo salumiere (sempre lo stesso salumiere, fra l'altro, non è cambiato... guarda che quel volantino cel'ha già...). Si tratta di pregare, chiedere guida dall'alto, consacrarsi affinchè lo Spirito Santo si possa usare di noi per avere un reale impatto in questa generazione. Perchè? perchè il momento è cruciale - Gesù sta per tornare.

"Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio", dice il SIGNORE degli eserciti." (Zaccaria 4.6)

mercoledì 16 gennaio 2008

Gesù disse "andate", non disse "invitateli"

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli (Matteo 28.19)

Il titolo di questo post è una frase che mi ha colpito, tratta da uno studio biblico che ho letto recentemente. Mi colpisce perchè secondo me in sei parole sintetizza la stranezza dell'evangelizzazione da parte di molte chiese evangeliche italiane. Ci si chiude in chiesa, in un ambito ecclesiastico impermeabile e sicuro e si pretende che l'uomo della strada attraversi la "cortina" ed entri in contatto con il Dio vivente che è nel santuario.

"Testimoni di Cristo" significa essere stati abilitati a portare Cristo in sè e con sè dove noi andiamo. Noi andiamo, noi portiamo Cristo nel mondo. Cristo ci ha mandati così come il Padre aveva inviato Lui (Giov. 20:21) ed è per questo che "chi riceve noi, riceve Lui". (Matteo 10.40; Giov.13.20).

Non riscontriamo nei vangeli o nel libro degli Atti dei cristiani che portano i peccatori in chiesa, dove i peccatori potranno "trovare" guarigione spirituale e fisica. I cristiani della Bibbia portavano guarigione spirituale e fisica ai peccatori là dove andavano, a prescindere dal fatto se erano stati investiti/ riconosciuti con titoli speciali di pastori e/o di evangelisti (pensate all'esempio di Filippo in Atti). Accenniamo a questo proposito che la distinzione fra clero e laicato appartiene al Terzo secolo dopo Cristo ed è stata probabilmente una delle ragioni principali per cui la chiesa primitiva ha perso la Sua potenza e la Sua efficacia (nota: ho scritto Sua con la S maiuscola...).

Tutti noi veri cristiani dobbiamo portare Cristo nel mondo, e non aspettare che il mondo entri in Chiesa. Al mondo, dobbiamo lasciare vedere il Cristo che vive in noi, in termini di carattere, di azioni cristiane ma anche di sovrannaturalità.
Si tratta di protenderci verso il mondo, amarne coloro che ne fanno parte (come il Padre lo ha amato - Giov. 3:16) senza per questo perdere la nostra santità e separazione spirituale e pratica da tutto ciò che è mondano.


Ed ancora una volta ripetiamo: senza una pienezza reale di Spirito Santo, provare a fare tutto questo con autenticità ed efficacia sarebbe impossibile.

Per quanto ci possiamo impegnare.

Vorrei che davvero oggi la conversazione continuasse ricca nei commenti!

martedì 15 gennaio 2008

Elogio della precedente generazione evangelica

...per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto... (Luca 1.17)

Apprezziamo la testimonianza che ci è stata fornita dai nostri "padri". La generazione precedente ha fatto ogni sforzo perchè l'Evangelo fosse integro e puro in mezzo agli Italiani e ci è riuscita, nonostante la pressione psicologica della Chiesa Cattolica e le tendenze americaneggianti a cedere sulla dottrina per ottenere maggiori consensi "popolari".

Nessuno di noi può confermarlo se non Dio, ma partiamo dal presupposto che la generazione precedente ha adempiuto al suo mandato per i suoi tempi.

Ma crediamo che "raccogliere il testimone della generazione precedente" significhi molto di più di semplicemente ripetere ciò che hanno fatto i nostri padri. Sulla base della loro semina e della loro solidità spirituale, possiamo appoggiarci sulle loro spalle per raggiungere mete più alte in termini di armonia e di collaborazione all'interno della Chiesa ed in termini di raccolto evangelistico (ovvero: moltitudine di anime salvate).

Noi vogliamo invitare ad avere queste aspettative, ad avere questa
fede.

Caro visitatore, la conversazione continua nei commenti!

domenica 13 gennaio 2008

(Ancora sulla consacrazione:) Cosa ne stai facendo della tua vita?

Può darsi che al visitatore occasionale sembri che stiamo trattando sempre gli stessi temi. In realtà, da un lato mi sto solo limitando a dar voce ai commenti ed alle mail degli utenti che, a quanto pare, convergono tutti sull'argomento consacrazione; dall'altro lato per quel che mi riguarda ci sono molti altri soggetti che vorrei trattare, ma l'esigenza di una consacrazione profonda ed autentica rimane il fondamento indispensabile per parlarne seriamente. E' per questo che sono felice di pubblicare la mail di Marco, un altro visitatore che ha scelto di "dire la sua" ed unirsi al coro di voci che si sta alzando da ilmomentocruciale.

Cosa ne stai facendo della tua vita?

"Ma ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza" (Eccl. 12.3)

Quali sono le giuste domande che dovresti farti in questi "giorni della tua giovinezza"?
Dio ti ha dato la vita in dono ma un giorno te ne chiederà conto. Usa la Bibbia per confrontarti con quello che Dio si aspetta da te: fin dalla giovinezza è possibile vivere una vita santa.

  • Stai tollerando del peccato nella tua vita?
  • Come stai cibando la tua anima e il tuo spirito?
  • Quanta fiducia hai veramente in Dio?
  • Quali sono le vere priorità nella tua vita quotidiana?


Se anche tutte le risposte a queste domande fossero negative, inginocchiati e chiedi a Dio di prendere il controllo della tua vita oggi. Solo così potrai sentirti dire in quel giorno:


"Va bene, servo buono e fedele…entra nella gioia del tuo Signore" (Mat. 25.21)

Marco

sabato 12 gennaio 2008

Parole ed azioni

Ciò che conta è la fede che opera per mezzo dell’amore (Galati 5.6)

Mi piace molto l’ultimo commento al precedente post di “11/1ore11” (d’ora in poi lo chiamiamo così, con questo nome in codice facile da ricordare, che mi ricorda molto il vecchio 007).


Mi piace l’enfasi equilibrata che dà alle parole ed alle azioni. Per questo, lo riporto come post di Sabato:

Per Fra: Desidero incoraggiarti a continuare questo lavoro utilissimo fatto di parole. La nostra vita però non è fatta di parole ma d’azioni. In questo momento che sto scrivendo compio delle azioni. La nostra vita è totalmente immersa in delle azioni: pensare, parlare, dormire, mangiare, ascoltare, lavorare, studiare, piangere, ridere ecc. Il concetto che desideravo esprimere è che tutte le nostre azioni devono contribuire a far conoscere al prossimo, con l’aiuto dello Spirito Santo, la persona di Gesù Cristo. Se trascorriamo, è propongo un’ipotesi generosa, otto ore della nostra vita settimanale in chiesa dedichiamo soltanto il 4,76 % delle nostre azioni per il Signore, mentre il restante 95,24 % impegna il rimanente delle nostre attività. Però, se tutte le azioni che compissimo in questo periodo mostrassero l’impronta di Cristo, assisteremmo ad un risveglio turbinoso. Io lavoro in un ambiente frequentato da persone dotte e fra le più rispettate nella società. A questa gente le parole scivolano dalle spalle come l’acqua, ma un sorriso, l’educazione e la gentilezza riescono a far nascere in loro la curiosità che li spinge a delle considerazioni le quali mi hanno condotto a presentare la Parola citata nell’Evangelo di Giovanni 1. Personalmente ritengo questo passo fra i più belli della Bibbia. È vero Essa (la Parola) esprime il pensiero di Dio, ma soprattutto è un esempio d’azione, poiché nel principio creò, poi s’incarnò e abitò per un periodo tra noi insegnandoci ad amare il prossimo come noi stessi, mostrandoci che alle parole seguono sempre dei fatti. Egli dimostrò la sua divinità per mezzo dei miracoli eccezionali che comportarono delle azioni. Dimostrò persino restando inerte e sofferente sulla croce, pur potendo scendere dalla croce e freddare i suoi aguzzini, l’ubbidienza al Padre. Tutta la sua vita contribuì con delle azioni a condurre anime al Padre celeste. Credo che dobbiamo prendere esempio dalla Parola che s’incarnò, affinché lo Spirito Santo (indispensabile) ci guidi a manifestare la nostra fede per mezzo d'opere conformi alla Sua parola.
Chi vi scrive non è più “santo” dei suoi fratelli. Tuttavia in un giorno di ferie (fuori sede) ho deciso di compiere (per la prima volta) un’azione che possa spronare innanzi tutto me stesso e poi altri giovani a compiere nella vita delle opere degne di Colui che ci ha redenti non a parole ma col Suo prezioso sangue sparso su una croce, piantata su un monte creato da Lui. Dio ci benedica!

11/1ore11


Questa riflessione mi stimola molte altre considerazioni, ma per ora le custodisco nel mio intimo… saranno oggetto di post futuri…

Dio vi benedica tutti!