venerdì 28 marzo 2008

evangelizzare su internet, rispondendo alle domande dei non-credenti (2 di 2)

(continuing)



Ci sono molti che cercano solo la polemica e la discriminazione verso le altre religioni che non sono la loro, ma ci sono anche molti che sinceramente fanno domande su Dio, sulla Sua volontà e sulla bibbia e, vedevo che spesso, nessuno rispondeva con la bibbia, ma alla meglio con la dottrina della propria religione, senza nemmeno argomentare più di tanto il proprio pensiero magari corretto.
Vedendo tutte queste domande ho pensato a quante volte in piazza con i miei fratelli cercavamo qualcuno interessato a parlare di Dio e tutti scappavano.Pensavo a come spesso ci basta trovare in una evangelizzazione 1, 2 persone interessato a parlare di Dio e già ci sentiamo benedetti.Qui ce ne erano centinaia, dei quali una buona percentuale sinceri, ma nell'ignoranza.Per fartela breve (non lo sono stato lo so, spero mi perdonerai) il 5 Gennaio del 2008 mi sono iscritto ad answers (
questa è la mia homepage nel quale potrai trovare tutte le mie domande e risposte )Ho cominciato a rispondere molto semplicemente e di getto a molte domande ripromettendomi di non dare mai valutazioni personali ma di prendere spunto solo ed esclusivamente dalla Parola di Dio.Per trovare i versetti che conoscevo, ma a mia vergogna non sapevo esattamente dove fossero scritti, mi sono aiutato con il sito laparola.net sito con il quale avevo già collaborato per altri motivi e che ha una ricerca molto efficace se impari a usarla che ti permette di arrivare al versetto che cerchi anche ricordandone pochi elementi.Al'inizio non vedevo un gran riscontro nelle persone a cui parlavo, ma indipendentemente dal fatto che arrivava loro il messaggio che io volevo portare, sentivo e sento una grande benedizione. Infatti non mi riconosco in molti delle risposte che ho dato, non perchè non sia d'accordo ma perchè non le sento mie, Dio stesso mi benedice quando parlo agli altri ricordandomi tutti i passi che avevo letto e meditato, queste risposte che spesso sono veri e propri piccoli studi, stupivano e edificavano anche me, tanto che dopo un po' di risposte ho cominciato a schedarle e catalogarle perchè pur avendole date io, desideravo studiarle.
Per la catalogazione delle risposte ho deciso di usare un tool pubblico il
mio blogHo imparato ad usarlo e ora ogni domanda interessante la pubblico sul mio blog catalogandola per argomenti e linkandola dai riferimenti della risposta stessa su answers affinchè a chiunque sia piaciuta possa essere data la possibilità di leggere comodamente tutte le altre risposte.Tra il mio blog, a cui la maggior parte accede tramite answers ma molti anche da ricerche su google, e answers stesso ho avuto modo di conoscere e di parlare delle cose di Dio con un sacco di persone Cattolici, testimoni di geova, evangelici, mormoni, atei, agnostici, satanisti razionali e non etc...Spero la mia testimonianza, seppur non breve, possa essere di edificazione e di incoraggiamento a te e ad altre persone che frequenteranno il tuo blog se deciderai di pubblicarla. C'è tanto bisogno di operai che conoscono la bibbia e che la predichino in tutta sincerità anche attraverso un mezzo come internet che pur avendo molti difetti ha anche i suoi pregi.Dio ti benedica!

mercoledì 26 marzo 2008

evangelizzare su internet, rispondendo alle domande dei non-credenti (1 di 2)

Ho chiesto ad un fratello di raccontarmi via mail la sua esperienza di evangelizzazione su internet, affinchè possa essere di esempio per altri giovani evangelici che usano spesso internet. Ecco la testimonianza.

Uso internet dal lontano 1997 e ora che mi ci fai pensare coincide proprio con l'anno della mia conversione.Lo uso per lavoro, e in tutta onestà i primi anni che vi ci accedevo non pensavo minimamente che internet potesse c'entrare nulla con Dio e la Sua parola.In effetti lo usavo per lavoro, per accedere alle informazioni riguardanti la mia cantante preferita, per studiare, per conoscere altre persone tramite le chat, insomma tutto tranne che cose attinenti alla mia fede.E' successo che nella mia maturazione di credente, e con il crescere di internet ho cominciato a usufruirne anche per fare i miei primi studi personali, o i miei primi pensieri.Ho conosciuto anche le prime persone su internet che entravano nelle chat per evangelizzare o costruivano i primi siti delle loro chiese con studi e informazioni varie.Mi stuzzicava l'idea di usare internet anche per motivi spirituali, ma non vedevo in queste cose molto frutto, o perlomeno, non le sentivo mie.In più nell'ambito delle nostre chiese invece di internet, si dice infernet, ed effettivamente c'è una parte di verità in questo soprannome perchè non si può negare che il 99% del contenuto di internet sia assolutamente non cristiano e spesso contro Dio e la Sua volontàMano a mano che passavano gli anni cominciavo a svalutare il tempo che dedicavo alla mia passione nonché lavoro( l'informatica) perchè vedevo che questo tempo e queste conoscenze non erano spendibili in quello che era diventata la mia passione per eccellenza: Dio!In questa maturazione sono arrivato anche a valutare l'ipotesi di cambiare lavoro ( se devo spendere 8 ore al giorno della mia vita preferisco farlo in un ambito che posso sfruttare anche nel campo del signore piuttosto che in un ambito così arido da questo punto di vista come l'informatica) e probabilmente a breve lo farò.
Nonostante cercassi di "sfruttare" le mie conoscenze informatiche alla gloria di Dio, non riuscivo a vederne il modo.Questo fino a quando Dio mi ha messo in cuore di inserire nello spazio della citazione personale in msn (messenger), dei versetti biblici, che periodicamente cambiavo.Uso msn non solo per svago ma anche per lavoro e questo mio espormi ha portato molti colleghi e cmq persone non cristiane a contattarmi, inaspettatamente, per parlare con me delle cose di Dio.Persone che conoscevo da anni e che mai mi avevano manifestato a il loro pensiero riguardo a Dio o alla bibbia, finalmente si aprivano con me, forti anche del fatto che le altre persone non li sentivano perchè, purtroppo, la maggior parte delle persone si vergogna di parlare pubblicamente di quello che crede riguardo a Dio.Successivamente mi è successo di capitare sul sito answers dove le persone pongono quesiti che vengono catalogati in diverse categorie e ai quali chiunque può rispondere.Quando sono finito nella categoria religione e spiritualità mi si è aperto un mondo...

(to be continued)

sabato 22 marzo 2008

12 - Il piano di Dio individuale: ciò che alla fine conta veramente…

"Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua." (Gesù)

Ciò che alla fine conta veramente è la nostra umiltà ed il desiderio che abbiamo davvero di fare la volontà che Dio ha per noi.

Potremmo essere confusi, perplessi o non essere d'accordo su molto di ciò che è stato scritto fino ad oggi su questo blog, eppure essere guidati dallo Spirito Santo; potremmo anzi non avere la più pallida idea di come si faccia a capire quale sia la strada da percorrere secondo il piano che Dio ha per noi,
eppure essere perfettamente guidati dall'alto. Non ci credete? Ma guardate questi:

…in preghiera dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale di questi due hai scelto 25 per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo». 26 Tirarono quindi a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu incluso tra gli undici apostoli. (Atti 1.24-26)

In che razza di mani aveva affidato Gesù l'Evangelo? Undici apostoli che come migliore mezzo per capire quale fosse la volontà di Dio, scelgono di lanciare la monetina e di tirare a sorte… è un metodo biblico per noi credenti? No, non compare in nessun altro esempio nel Nuovo Testamento. Anzi, in Atti 6 si comportano in modo del tutto differente. Ed allora?

Erano credenti immaturi. Era appena nata la chiesa ed ancora non sapevano come comportarsi di fronte alle scelte da prendere (già a decidere chi dovesse predicare il giorno di Pentecoste, sembra siano stati molto più sicuri… effetto della pienezza di Spirito Santo in loro?). Eppure, poche preghiere sono così semplici, belle ed efficaci come la preghiera che fecero umilmente a Dio per chiedere il Suo aiuto:

…Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale… …hai scelto (Atti 1.25)

Finché sarà questo il sentimento nel tuo cuore, non avrai nulla da temere.

La nostra certezza non è negli strumenti (il ragionamento, il desiderio,la valutazione delle circostanze, la nostra spiritualità) ma in Dio stesso che ci guida – un dato di fatto (se abbiamo fede). In questo non c'è nessuna incognita.

Qualsiasi sia il modo in cui cerchi di capire qual è il piano di Dio, ciò che conta è che credi che Dio ha un piano personale per te e chiedi sinceramente in preghiera che esso si adempia. Senza questo sentimento nel cuore, tutto è vano; con questo sentimento nel cuore, ogni cosa è certa.

Queste riflessioni sono finite e sento davvero nel cuore, per l'ultima volta, di ripetere con parole sincere: fratello, sorella, abbi fede in ciò che Dio ha preparato per te e nella capacità che Egli ha di guidarti con efficacia in questa vita così contorta e difficile.



"L'Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà: Egli mi guida"

mercoledì 19 marzo 2008

11 - Il piano di Dio individuale: la prova del 9

"…perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace." (1 Corinzi 14.33)

La prova del nove per capire la volontà di Dio per noi è l'armonia fra i vari segnali indicatori che abbiamo descritto negli interventi precedenti: per esempio, se i consigli fraterni, i nostri desideri e le circostanze vanno nella stessa direzione, è molto difficile che stiamo sbagliando nel comprendere la volontà di Dio a meno che qualche altro segnale indicatore (per esempio un ragionamento o la diretta guida dello Spirito Santo) non vada in direzione contraria. In tal caso, se c'è tempo, conviene fermarsi, pregare, riflettere e cercare di capire perché vi è nel cuore ed intorno a noi questa confusione (e lasciare a Dio di cancellarla, mettendo così tutto in ordine). In compenso, quando tutti i cartelli saranno disposti ordinatamente,
nulla dà maggiore entusiasmo di vedere di nuovo tutte le frecce puntare nella stessa direzione.
Per armonia intendiamo anche e soprattutto armonia nella famiglia, fra amici e/o fra membri della chiesa. Quando questa armonia si realizza senza che ci sia stato in precedenza un accordarsi umano, si realizza veramente cosa significa che la volontà di Dio è superiore all'intelligenza di ciascuno di noi ma nel contempo il fatto che siamo tutti guidati dallo stesso Spirito. Credo che fu qualcosa che Pietro e Paolo realizzarono quando arrivarono al concilio di Gerusalemme in Atti 15, avendo fatto in periodi simili le medesime esperienze spirituali, l'uno con Cornelio e l'altro ad Antiochia, ma entrambe in relazione alla salvezza dei Gentili. Io stesso sperimentai qualcosa del genere una delle prime volte che ho predicato, quando sentii alzarsi per esattamente l'ultima testimonianza una sorella che lesse esattamente il capitolo che io avevo in mente per l'introduzione alla predica (il passo era Proverbi 2, non così comune… provate a fare il calcolo statistico di quant'è la probabilità che una cosa del genere accada casualmente ;-)).
Quando quest'armonia non c'è in noi, spesso è perché i diversi cartelli indicatori si riferiscono a tempi diversi, a momenti differenti. Spesso capita per esempio che l'esigenza e le circostanze richiedano di dedicarsi a qualcosa, ma il desiderio o lo Spirito Santo in noi indicano qualcosa di diverso, magari più grande… magari anche lontano nel tempo. Per esempio, a Paolo appena si convertì, fu profetizzato che avrebbe evangelizzato dei re, ma per anni ed anni non vide nulla di tutto questo e si dedicò all'opera di Dio che invece gli era stata messa concretamente davanti (esigenze pratiche)… solo dopo molto tempo vide adempiersi quella profezia.

La contrapposizione fra l'umiltà delle piccole cose di oggi e la fede nelle grandi cose per il domani è una costante nella Bibbia, senza per questo essere una contraddizione. Ricordiamo per esempio che Romani 12 ci dice di "lasciarci attrarre dalle cose umili" (dalle circostanze immediate intorno a noi) ma contemporaneamente 1 Corinzi 11 ci dice anche di "aspirare ai carismi maggiori" (per fede, con un sentimento di attesa).

Persino nel caso di mancanza di armonia fra Paolo e Barnaba su Marco (Atti 15.36-37), si può ritenere che entrambi avessero ragione, ma in merito a momenti differenti: per il viaggio che Paolo aveva in mente nell'immediato, viaggio impegnativo e difficoltoso, Marco non era la persona giusta; invece Barnaba decise di "investire" su Marco e nel tempo costui divenne un valido collaboratore dell'Evangelo.

Questo non toglie che in alcuni casi, ci sia invece qualcosa di davvero sbagliato,
e la mancanza di armonia fra i cartelli indicatori allora lo evidenzierà:
>un disaccordo fra cristiani può rivelare che qualcuno nello specifico ha torto
(il disaccordo con Paolo evidenziò in Atti 15 che i cristiani a favore della circoncisione dei gentili stavano in realtà sbagliando);
>i nostri pensieri possono essere sbagliati (i pensieri di Pietro non erano in armonia con la visione che ebbe in Atti 10 semplicemente perché… erano sbagliati);
>i nostri desideri possono essere sbagliati ("domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri" – Giac. 4.3);
>le circostanze intorno a noi possono fuorviarci (il sogno del macedone fu il modo che Dio usò per rivelare a Paolo che le esigenze spirituali più pressanti erano altrove – Atti 16.9);
>Una mancanza di armonia con il resto della chiesa può rivelare una cattiva comprensione interiore di cosa s'intenda per pienezza dello Spirito Santo (per esempio, se nessuno interpreta un messaggio in lingue, questa è una mancanza di armonia fra chi dà il messaggio in lingue ed il resto della chiesa che generalmente rivela che il carisma non era voluto dallo Spirito Santo – 1 Corinzi 14.27-28).

Se al contrario ogni aspetto della nostra vita ci rivelerà in modo armonico la stessa direzione da seguire, risulteremo essere dei cristiani equilibrati, dinamici ed entusiasti nel fare la volontà di Dio per noi… esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nelle nostre chiese.

Abbiamo cercato di fornire delle regole logiche per capire come riconoscere il piano di Dio per la propria vita; la vita pratica a volte è tutt'altra cosa: a volte è estremamente semplice, a volte è più contorta di quanto cento interventi possano raccontare. Ma questo è sicuro: quest'armonia spirituale fra realtà differenti ed a volte in contrasto fra di loro, va ricercata intensamente davanti a Dio (Nota: ancora un solo intervento ed abbiamo davvero finito con il piano di Dio).

lunedì 17 marzo 2008

10 - Il piano di Dio individuale: pienezza di Spirito Santo

(…continuing…)


Era questa una realtà per i primi pentecostali? Assolutamente sì. Da un fratello Lombardo che si sente indotto dallo Spirito a predicare in un bosco senza scorgere anima viva (e poi scopre che è presente un osservatore nascosto), ad un fratello Francescon a cui vengono rivelati le località dove dirigersi nel Sud America, queste esperienze di “pienezza dello Spirito Santo” sono ritornate ad essere concrete proprio dopo la Pentecoste del 1900.

Lo stesso fratello Lombardo, salendo su una nave, viene avvisato in Spirito da Dio del fatto che essa non arriverà a destinazione. Ed infatti quello fu l’ultimo viaggio di quella nave… ma non fu l’ultimo per il fratello Lombardo che aveva deciso di conseguenza di viaggiare su di un’altra imbarcazione.

Teniamo salde le verità esposte nei precedenti interventi, pratiche e soprattutto quotidiane (usare la testa, guardare ai nostri desideri, pesare le esigenze esterne), ma esercitiamo la fede di credere anche nel fatto che lo Spirito Santo potrebbe intervenire spesso in modo diretto dicendo esattamente al cuore cosa dobbiamo fare. Non stiamo parlando di emotività o di dubbiose sensazioni, ma di una consapevolezza spirituale lucida ed improvvisa.

Queste situazioni non saranno la norma, ma di sicuro se non abbiamo una vera fede nell’opera dello Spirito Santo (a volte anche sorprendente) non avremo mai la stessa consacrazione ed efficacia della prima generazione pentecostale, quella consapevolezza che, nelle nostre scelte, pro o contro i nostri interessi, siamo “legati nello Spirito” (Atti 20.22). Quella consapevolezza che qualcuno chiama semplicemente fede.

venerdì 14 marzo 2008

9 - Il piano di Dio individuale: pienezza di Spirito Santo

(…continuing…)

Prima di rispondere, vediamo un altro esempio significativo: Atti 13:9-11. Paolo è contrastato verbalmente dal mago Bar-Gesù mentre sta evangelizzando il centurione Sergio Paolo… d’un tratto, invece di comportarsi con mansuetudine, riservatezza e delicatezza come la Bibbia inviterebbe a fare in questi casi (1 Pietro 3.16), si rivolge con irruenza al mago e gli anticipa un miracolo ben preciso: cecità estemporanea. E la cecità scende sul mago.

In questo secondo passo, il testo greco è molto chiaro: “pieno di Spirito Santo” sarebbe da tradursi “riempito in quell’istante di Spirito Santo”.

In entrambi i casi qualcosa di spirituale è avvenuto. Una consapevolezza lucida, che Pietro ha ricercato consapevolmente in preghiera (ed aveva bisogno di concentrazione e di silenzio a quanto pare) è scesa istantaneamente nel cuore degli apostoli e li ha autorizzati a dire e fare cose che, umanamente parlando, non sarebbe lecito fare se non a Dio stesso: guarire/resuscitare o maledire con una malattia (ripeto: Pietro non ha pregato per una resurrezione, ha direttamente resuscitato).

Non si tratta di qualcosa legato solo a miracoli: in Atti 10:19-20 Pietro avverte chiaramente nello Spirito di dover seguire alcuni uomini che lo cercavano. Lo Spirito Santo gli ha comunicato interiormente con chiarezza come rispondere alla proposta di quegli uomini.

Anche se questi tre passi descrivono nel dettaglio scene poco frequenti, si tratta evidentemente della stessa realtà che avviene nel momento in cui un credente esercita uno dei nove carismi in chiesa. Cosa deciderà se e quando devi profetizzare, esercitare il dono delle lingue o quello di sapienza in chiesa? Sarà la Bibbia a dirtelo? Sarà il tuo desiderio? Sarà la tua intelligenza? Saranno le circostanze? Assolutamente no. Per quanto esistano passi che descrivano una pienezza continua di Spirito Santo, per lo più la Bibbia ci invita a vedere la pienezza dello Spirito Santo come qualcosa che (letteralmente) “cade” (atti 10:44) sul credente in alcuni momenti e lo induce a fare cose e azioni assolutamente non prevedibili (nei limiti di ciò che ci viene presentato dalle Scritture).

(… to be continued…)

mercoledì 12 marzo 2008

8 - Il piano di Dio individuale: pienezza di Spirito Santo

Nei precedenti interventi abbiamo visto come capire la volontà di Dio nelle varie situazioni sia in genere molto naturale. In fin dei conti, ripercorrendo gli interventi fatti, noterete che per lo più si tratta di realtà e di indicazioni che potrebbe seguire efficacemente anche un non-credente (sebbene non avrebbero lo stesso significato).

Non ci sono dubbi, leggendo il libro degli Atti degli apostoli o le epistole alle chiese locali che Paolo prendeva la maggior parte delle sue decisioni nei modi già esposti, con molta naturalezza… di sicuro non scendeva un angelo dal cielo ogni due settimane per dargli un’indicazione né era prevista ogni venerdì sera una visione o un sogno notturno per sapere in che Sinagoga o scuola pubblica dovesse andare a predicare il giorno dopo.

Tuttavia, queste semplici indicazioni non descrivono minimamente ciò che è avvenuto nella chiesa primitiva in situazioni particolari e ben precise, come quelle che vediamo nei due seguenti passi:

Ma Pietro, fatti uscire tutti, si mise in ginocchio, e pregò; e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita, àlzati». Ella aprì gli occhi; e, visto Pietro, si mise seduta (atti 9.40)


Ricostruiamo la scena: Pietro entra nella casa e caccia tutti (perché?); poi si inginocchia non verso la ragazza ma dall’altro lato (perché?), passa del tempo in preghiera e poi si volta e con autorità esclama “Tàbita alzati”. Tabita si alza. E’ resuscitata. Cosa è successo? Perché Pietro non ha pregato dall’inizio ad alta voce, come sarebbe stato normale, magari con tutti gli altri fratelli: “Signore ti preghiamo per la povera Tabita perché SE è nella tua volontà tu la possa resuscitare”?

(… to be continued…)

domenica 9 marzo 2008

7 - Il piano di Dio individuale: cosa NON ti rivela la volontà di Dio

Ho esaminato le mie vie ed ho orientato i miei passi verso le tue testimonianze (Salmo 119:59)

Abbiamo visto finora gli elementi mediante i quale di norma comprendiamo cosa s’aspetta Dio da noi. Prima di passare all’ultimo importante argomento di questa serie, vorrei velocemente elencare due o tre cose che in generale NON sono utili per comprendere la volontà di Dio (e che probabilmente ti confonderanno le idee):

>l’emotività: in nessun verso della Bibbia un cristiano comprende cosa sia la cosa giusta da fare affidandosi ad emozioni o a confuse sensazioni – davvero nessun passo, che io sappia;
>le coincidenze: generalmente le coincidenze non costituiscono una guida per la nostra vita spirituale. Esistono alcune eccezioni nella Bibbia, ma si tratta di casi in cui è stata fatta in precedenza un’esplicita preghiera a questo proposito (per esempio: Gen. 24:23-27), per cui la coincidenza diventa una risposta alla preghiera;
>tutto ciò che non è biblico: per farla breve, anche se Dio asseconda a volte la nostra piccolezza umana, lo Spirito Santo si comporta oggi così come si comportava con gli uomini di Dio di cui viene raccontato nella Bibbia.

Ed è per questo che la lettura del libro degli Atti ci costringe a prendere in esame un ultimo elemento mediante il quale Dio rivela la Sua volontà ai veri cristiani… ma questo sarà oggetto del prossimo post.

giovedì 6 marzo 2008

6 - Il piano di Dio individuale: le circostanze e le esigenze intorno a te

Come abbiamo visto, le chiamate più profonde affondano le loro radici nei profondi desideri spirituali del credente e nei doni che il Signore gli ha dato. Ma non dobbiamo con questo correre il rischio di sottovalutare l’importanza di guardarci attorno e di cogliere le necessità del popolo di Dio, rispondendo prontamente, a prescindere da qualsiasi visione “speciale” per il servizio.

“Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato” (Giac. 4.17). Quando si presentano delle chiare esigenze a cui puoi rispondere, è volontà di Dio che tu risponda. Forse sei in grado di fare altre cose, e vorresti fare altro, ma di fronte all’esigenza che è davanti al tuo naso, rispondi all’esigenza! Stefano era un ottimo predicatore ma in Atti 6 vediamo che risponde all’esigenza e… serve alle mense. Anche Paolo in Atti 15.36 si muove partendo dalla considerazione di una chiara e semplice esigenza che ha notato.

Insomma, il fatto che dobbiamo considerare anche le circostanze intorno a noi sottolinea ancora una volta due aspetti che abbiamo cercato di tenere sempre presenti in queste riflessioni pratiche sulla comprensione della volontà di Dio:

Dio ha preparato in anticipo le opere che dobbiamo compiere per Lui (Efes 2.10) e per questo dobbiamo aver fede che ha un piano per la nostra vita, ma…“chi bada al vento non seminerà; chi guarda alle nuvole non mieterà. Come tu non conosci la via del vento... così non conosci l’opera di Dio, che fa tutto. Pertanto fin dal mattino semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue mani; perché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio…” (Eccles. 11:4-6)

Se vedi che puoi fare qualcosa per Dio, fallo. Non è un caso. Anche se non vedi nulla, quella è la volontà di Dio per te. Abbi fede.

lunedì 3 marzo 2008

5 - Il piano di Dio individuale: i sogni ed i desideri

"Guai, dice il SIGNORE, ai figli ribelli che formano dei disegni, ma senza di me, che contraggono alleanze, ma senza il mio Spirito (…) che vanno giù in Egitto senza aver consultato la mia bocca" (Isaia 30:1-2)

Questo è uno di quei versi che terrorizza i giovani cristiani che devono prendere una decisione: la necessità di consultare “la bocca di Dio” e non poter prendere decisioni di “testa propria”… Guai! :-) Fermo restando che il verso dovrebbe far riflettere ogni credente che pensa che si possano prendere decisioni “senza consultare Dio”, bisogna però tener presente che lo Spirito Santo nel Nuovo Patto è DENTRO di noi (e sennò quale sarebbe il vantaggio di essere vissuti DOPO la morte di Cristo? :-) ). Questo si realizza sia nei nostri pensieri spirituali (di cui abbiamo parlato nel precedente intervento), sia nei nostri desideri.

Questa è un’altra verità fantastica che i giovani cristiani spesso sottovalutano.

Considerate la semplicità di 1 Sam. 10.6-7: Lo Spirito del SIGNORE t'investirà, e tu profetizzerai con loro e sarai cambiato in un altro uomo. Quando questi segni saranno avvenuti, fa' quello che avrai occasione di fare, poiché Dio è con te.

Fa’ quello che avrai occasione di fare: Dio è con te. Più facile di così… lo Spirito Santo che devi consultare è ora DENTRO di te (se sei nato di nuovo). La naturale conseguenza è che se il tuo cuore è alimentato dalla Parola di Dio e dalla preghiera, i tuoi desideri sono di volta in volta i desideri dello Spirito Santo (così come lo sono i ragionamenti).

Il primo sintomo di una vera chiamata al ministero pastorale? Il desiderio e l’aspirazione a predicare la Parola di Dio per l’edificazione della Chiesa (1 Tim 3.1). Ma qualsiasi sia l’attività a cui il Signore ti stia chiamando, Egli produrrà sempre e comunque in te il desiderio (Fillpp. 2.13); Dio rispetta la nostra libera volontà, ma ha il potere di dirigere i nostri desideri dove Lui desidera (Prov. 21.1); ecco dunque che, se dimoriamo in Lui, sappiamo che con un pizzico di fede, i nostri desideri si adempiranno (Giov.15.7; Salmo 37.4).

Perché?

Perché Dio trarrà per l’eternità gloria al Suo nome dall’aver adempiuto i nostri desideri che Egli stesso ha suscitato nei nostri cuori, com’è scritto chiaramente nel seguente passo:

“…preghiamo continuamente per voi affinché il nostro Dio… compia con potenza ogni vostro buon desiderio e l’azione della vostra fede, in modo che il nome del nostro Signore Gesù sia glorificato in voi, e voi in Lui…” (2 Tess. 1:11-12).
A noi tocca avere fede che tali giusti, santi e meravigliosi desideri non sono nostri, ma provengono dal cielo.

sabato 1 marzo 2008

4 - Il piano di Dio individuale: il buon senso e le tue capacità

Una volta che un credente ha stabilito un rapporto solido e profondo con la Parola di Dio, con lo Spirito Santo in preghiera e con la comunità dei credenti… ecco venire il momento di una scelta delicata: un lavoro interessante, un trasferimento (e devi scegliere quale comunità frequentare), un’occasione di evangelizzazione… come valutare il da farsi?

Beh, è scontato, ma per prima cosa: usa la testa che il Signore ti ha collocato saggiamente sulle spalle! Chi mi autorizza a farlo? Beh, abbiamo o non abbiamo la “testa” di Cristo? (1 Corinzi 2.16: mente di Cristo; 1 Corinzi 14.20).

Il fatto che Dio diriga i passi dell’uomo non toglie assolutamente che l’uomo debba meditare la Sua via (Prov 16.9 è chiarissimo).

Ma quello che mi colpisce (ed è il vero miracolo) è che, pur usando la tua testa e prendendo una decisione saggia e ponderata (calcolata), essa ha un peso spirituale paragonabile ad una “rivelazione” da parte di Dio. Un paio di esempi a questo proposito: atti 15.28 e atti 15.36. Nel contesto di atti 15.28 noi vediamo un gruppo di pastori che valuta (alla luce delle Scritture) cosa sia giusto fare per una questione pratica ben definita. C’è una profezia che risolve la questione? No. C’è un passo biblico che definisce i risultati di atti 15.29? no, ma l’Antico Testamento viene citato per notare che le indicazioni sono in armonia con la Bibbia. Ed allora perché alla fine compare “è parso bene allo Spirito Santo ed a noi”? come si era espresso lo Spirito Santo, se non nei ragionamenti spirituali che i pastori avevano fatto mediante la mente di Cristo? Allo stesso modo, il secondo viaggio missionario di Paolo inizia con un semplice ragionamento (atti 15.36) mentre il primo iniziò per la guida di un chiaro messaggio profetico (atti 13.2). Quale fu più “guidato da parte dello Spirito Santo”? beh, il secondo viaggio fu più lungo, toccò più città, vide miracoli più straordinari e si spinse più lontano… a voi valutare.
Concludiamo da questo tipo di passi biblici (ce ne sarebbero altri) che sta a noi aver fede che i ragionamenti spirituali e biblici che facciamo in armonia con la chiesa siano davvero espressione della volontà di Dio, anche quando riguardano questioni molto pratiche. Si tratta di un preciso atto di fede che il credente compie prima di affrontare una scelta: “Dio mi guiderà nei miei ragionamenti ed essi saranno espressione della mente di Dio”.

Nei nostri ragionamenti spirituali, soprattutto se pensiamo a come servire Cristo, ricordiamoci anche delle nostre capacità.

Devi votare il pastore della tua chiesa? Vuoi fare il pastore? Beh, non puoi prescindere dal concetto naturale che il pastore deve essere “capace di insegnare” (1 Tim 3.2). Allo stesso modo, nel seguente passo, le capacità di alcune donne sono state usate per l’opera di Dio nella loro semplice praticità (Es. 35:25-26).

Non si scappa: per quanto ti possa sembrare limitato, il primo punto per capire la volontà di Dio per te è semplicemente pensare (alla luce della Parola di Dio, della preghiera e del consiglio fraterno… non lo sottolineeremo mai abbastanza).