giovedì 31 gennaio 2008

Proclamatelo ... con voce gioiosa! (di Simona)


Uscite da Babilonia, fuggite lontano dai Caldei! Con voce gioiosa, annunziatelo, proclamatelo, diffondetelo fino all’estremità della terra. Dite: il Signore ha riscattato il suo servo Giacobbe!” ISAIA 48:20

Con questo versetto il Signore chiama chiaramente il suo popolo ad annunziare l’evangelo…prima però dai versi precedenti esorta ad ascoltare. 3volte Dio ripete:

ascoltami Giacobbe…(vs 12); adunatevi tutti quanti e ascoltate… (vs 14), avvicinatevi a me e ascoltate questo…(vs16). Le fondamenta essenziali per ubbidire a quello che il Signore ci chiama a fare sono date dall’ascolto della sua Parola. Dobbiamo prima di ogni altra cosa realizzarla pienamente, dobbiamo farla nostra, assimilarla e gustarla giorno per giorno,così saremo pronti per proclamarla agli altri. E non solo; è importante anche uscire da Babilonia e fuggire dai Caldei, fuggire quindi dal peccato e da tutto ciò che ci allontana da Dio.

Ma il Signore ci invita anche a farlo in un certo modo: con gioia!! Bisogna essere gioiosi quando parliamo di Gesù e questo viene automaticamente perché coloro che hanno creduto in lui sono illuminati dalla sua luce e la sua gioa abita in noi. Quante volte volte ci avvicinano le persone dicendoci: “ma tu cos’hai??hai una luce particolare, hai qualcosa di diverso…” quella è la luce di Cristo che riflette in noi!!Incoraggiamoci quindi a parlare con gioia agli altri, a sorridere mentre cantiamo..perchè è la testimonianza di quella che è la nostra realtà interiore: siamo nella gioia perché Dio ha fatto cose grandi per noi!!

E infine cosa dire??quante volte penso a come cominciare, a cosa dire per introdurre il discorso con qualcuno, eppure qui il Signore è chiarissimo perché ci dice anche cosa dire subito senza discostarsi troppo: il Signore ci ha riscattato con il sangue di Gesù Cristo. Questo è il messaggio centrale dell’evangelo: Cristo crocifisso.


domenica 27 gennaio 2008

Perchè non partecipate ai sondaggi? ------>

Ciao,
le nostre statistiche indicano almeno almeno 280 visitatori regolari, eppure ai sondaggi riportati sulla destra avrete partecipato in una ventina... why? c'è qualcosa che vi lascia perplessi/ non vi convince/ vi insospettisce? per noi i sondaggi sono utili per farci un'idea generale del visitatore tipo, in modo tale da venirvi incontro nella terminologia e nell'attività del blog... però se i sondaggi non vi piacciono, ditelo eh? non ci offendiamo :-)

venerdì 25 gennaio 2008

"Ma cos'è un blog?"

Salito su una barca, vi sedette; e tutta la folla stava sulla riva. Insegnò loro molte cose (Matteo 13:2, 3; gli strumenti concreti cambiano, si passa dalla barca al blog, ma l'obiettivo è sempre lo stesso: condividere le realtà spirituali con il maggior numero di persone...)

Sono due mesi che frequenti questo sito ma ancora non sai cos'è un blog??

In effetti il blog non è uno strumento web conosciutissimo in Italia. Molti giovani fra i 20 ed i 30 anni navigano da anni in internet ma a stento sanno distinguere un blog da un sito "classico". A dire il vero, anche alcuni di noi hanno imparato davvero cos'è un blog meno qualche mese fa.
In Italia in questo momento i blog evangelici di "qualità" si contano su una mano. Probabilmente nei prossimi 3 anni aumenteranno considerevolmente di numero e diventeranno più frequentati, come sta accadendo in modo notevole negli USA.
Lo strumento del blog si addice infatti ai temi cristiani. Un blog è fatto di parole, e la Parola è la base dell'edificazione cristiana, mentre tante altre tipologie di siti internet sono state inventate per contenere soprattutto immagini, grafici, ecc. A differenza di un sito internet che contiene studi e meditazioni, il blog favorisce la sinteticità e l'immediatezza (e molto spesso in campo spirituale, poche parole valgono più di mille parole "annacquate") ed inoltre favorisce la condivisione e la comunione fra più fratelli perchè puoi star certo che tutti stanno leggendo nella stessa giornata lo stesso indentico post (laddove in un sito normale, puoi star tranquillo che ciascuno sta leggendo una meditazione differente l'una dall'altro).
Se un blog interessa davvero (e speriamo che questo interessi davvero) dovrebbe essere letto quasi quotidianamente; diciamo che, con la stessa frequenza con cui si legge la propria casella di posta elettronica, si può fare un clic e controllare se ci sono novità nel blog. In 1 minuto si legge il nuovo post e, volendo, si lascia un commento.
Io stesso che scrivo, seguo per esempio con regolarità altri blog in inglese: come per esempio quello di Carlson (uno dei massimi studiosi evangelici di esegesi biblica al mondo, che spesso fornisce un'analisi accurata dei testi originali di qualche passo delle Scritture... ecco il link http://www.hypotyposeis.org/weblog/ ma vi anticipo che i post del 2008 sono abbastanza noiosi...).
Fra i blog italiani, seguo con regolarità solo http://murales-habacuc.blogspot.com/. E' un blog molto bello che, a differenza di ilmomentocruciale.blogspot.com, non ha una "missione" precisa e quindi ha senz'altro il pregio di essere più vario nei suoi contenuti (si spazia da temi di attualità al riassunto di epistole neotestamentarie a note di archeologia cristiana). Fra l'altro, ho avuto modo di conoscere l'autore del blog e di stimarlo personalmente.
Rispetto a tutti questi blog vorremmo che ilmomentocruciale fosse qualcosa di simile al manifesto comune di una generazione di giovani evangelici consacrati (per questo accogliamo con favore chiunque voglia inserire un suo breve intervento, inviandolo via mail all'indirizzo ilmomentocruciale@blogspot.com). Vorremmo che questo blog contribuisse a tracciare una direzione per i prossimi anni, per la nostra vita di cristiani e per le chiese di cui facciamo parte, di cui rappresentiamo, in quanto giovani, sia il presente che il futuro.

Con i sondaggi attivati in questi giorni, cerchiamo anche di comprendere in che modo e su che tipo di visitatori il blog è risultato finora efficace... mentre il numero dei visitatori regolari continua a crescere giornalmente... e speriamo continui sempre così.

mercoledì 23 gennaio 2008

Una seconda meditazione di Simona...

Tuttavia rimasero là per molto tempo, predicando con franchezza e confidando nel Signore che rendeva testimonianza alla Parola della sua grazia e concedeva che per mano loro avvenissero segni e prodigi. (Atti 14:3)

Nonostante la situazione impervia che si era creata (a causa dei Giudei) Paolo e Barnaba rimasero ad Iconio per molto tempo continuando a predicare. Quel tuttavia mi ha fatto riflettere molto perché a volte capita di trovarsi in un luogo particolarmente ostile e umanamente la prima azione che ci viene in mente e che spesso facciamo è fuggire. E così ostacoliamo il piano del Signore perché forse c’era ancora qualcosa da fare nonostante il momento e la situazione erano difficoltosi. Ricerchiamo la guida dello Spirito Santo anche in questo, sarà lui a farci comprendere il momento giusto in cui dobbiamo andar via.

Ma parve bene a Sila di rimanere qui. (Atti 15:34)


Giuda e Sila furono inviati ad Antiochia insieme a Paolo e Barnaba per esortare i fratelli a non dar retta alle questioni che erano sorte sulla circoncisione. Si trattennero lì per qualche tempo, poi i fratelli li lasciarono ritornare in pace, ma Sila decise di rimanere lì, probabilmente perché il Signore gli aveva fatto comprendere che non era ancora terminato il suo mandato, che ad Antiochia c’era ancora bisogno di lui.
C’è una cosa a cui tengo molto: non ci affidiamo al fatalismo (non esiste!!!), non accettiamo passivamente il corso degli eventi, perché non è per caso che lavoriamo in quella città, in quel settore, in quella università..ma è il Signore che ci ha posto lì e sarà lo Spirito Santo che ci guiderà nella testimonianza, nei tempi, nei modi anche se ci troviamo in situazioni difficoltose e piene di ostacoli.

(Che dire? a me piace soprattutto l'enfasi che Simona mette sul fatto che dobbiamo cercare davvero la guida dello Spirito Santo e non essere assolutamente passivi... in futuro parleremo ancora più in dettaglio di questo tema... ah, vi ricordo che tutti ci potete inviare meditazioni da pubblicare a ilmomentocruciale@gmail.com by Fra)

martedì 22 gennaio 2008

Oggi una citazione...

A church is a hospital for sinners, not a museum for saints. (L. L. Nash).

"Una chiesa è un ospedale per peccatori, non un museo per santi".

Che ne pensate di questa frase? mi piace molto, però la Bibbia ci insegna che la Chiesa esiste anche per l'edificazione reciproca dei credenti...

Dite la vostra, se vi va, nei commenti...



domenica 20 gennaio 2008

L'Italia è mai stata evangelizzata?

"alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura." (Giov. 4.35)

L'Inghilterra e gli Stati Uniti d'America hanno tanti problemi spirituali che noi non abbiamo, ma una cosa è sicura: è difficile fra di loro trovare qualcuno che non sappia chi siano gli evangelici. Ed è anche più difficile rispetto all'Italia trovare qualcuno che non sappia spiegare cosa è necessario fare secondo la Bibbia per essere salvati (anche fra gli atei).

Spostiamoci in Italia: quanti sanno chi sono i testimoni di Geova?

(rifletteteci 3 secondi)

e quanti sanno invece chi sono gli evangelici?

(rifletteteci più di 3 secondi)

Il fatto che esistano "gruppetti" di evangelici in tutta Italia (in generale con una percentuale di circa 1 evangelico ogni 1000 abitanti) non consente di affermare che "quella città o quel paese sono stati evangelizzati". Se quei 20 evangelici non sono concretamente testimoni di Cristo, questo non consente di affermare che "in quella città esiste un'autentica testimonianza evangelica". Questa riflessione ci fa tornare ad una visione di carattere missionario. Il bisogno è immenso e, se sei salvato, tu sei fra quei pochi che può fare qualcosa per la salvezza del tuo paese.

Ma non si tratta di esorcizzare i nostri sensi di colpa evangelizzando in piazza una volta al mese con un volantino oppure due volte al mese il tuo salumiere (sempre lo stesso salumiere, fra l'altro, non è cambiato... guarda che quel volantino cel'ha già...). Si tratta di pregare, chiedere guida dall'alto, consacrarsi affinchè lo Spirito Santo si possa usare di noi per avere un reale impatto in questa generazione. Perchè? perchè il momento è cruciale - Gesù sta per tornare.

"Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio", dice il SIGNORE degli eserciti." (Zaccaria 4.6)

mercoledì 16 gennaio 2008

Gesù disse "andate", non disse "invitateli"

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli (Matteo 28.19)

Il titolo di questo post è una frase che mi ha colpito, tratta da uno studio biblico che ho letto recentemente. Mi colpisce perchè secondo me in sei parole sintetizza la stranezza dell'evangelizzazione da parte di molte chiese evangeliche italiane. Ci si chiude in chiesa, in un ambito ecclesiastico impermeabile e sicuro e si pretende che l'uomo della strada attraversi la "cortina" ed entri in contatto con il Dio vivente che è nel santuario.

"Testimoni di Cristo" significa essere stati abilitati a portare Cristo in sè e con sè dove noi andiamo. Noi andiamo, noi portiamo Cristo nel mondo. Cristo ci ha mandati così come il Padre aveva inviato Lui (Giov. 20:21) ed è per questo che "chi riceve noi, riceve Lui". (Matteo 10.40; Giov.13.20).

Non riscontriamo nei vangeli o nel libro degli Atti dei cristiani che portano i peccatori in chiesa, dove i peccatori potranno "trovare" guarigione spirituale e fisica. I cristiani della Bibbia portavano guarigione spirituale e fisica ai peccatori là dove andavano, a prescindere dal fatto se erano stati investiti/ riconosciuti con titoli speciali di pastori e/o di evangelisti (pensate all'esempio di Filippo in Atti). Accenniamo a questo proposito che la distinzione fra clero e laicato appartiene al Terzo secolo dopo Cristo ed è stata probabilmente una delle ragioni principali per cui la chiesa primitiva ha perso la Sua potenza e la Sua efficacia (nota: ho scritto Sua con la S maiuscola...).

Tutti noi veri cristiani dobbiamo portare Cristo nel mondo, e non aspettare che il mondo entri in Chiesa. Al mondo, dobbiamo lasciare vedere il Cristo che vive in noi, in termini di carattere, di azioni cristiane ma anche di sovrannaturalità.
Si tratta di protenderci verso il mondo, amarne coloro che ne fanno parte (come il Padre lo ha amato - Giov. 3:16) senza per questo perdere la nostra santità e separazione spirituale e pratica da tutto ciò che è mondano.


Ed ancora una volta ripetiamo: senza una pienezza reale di Spirito Santo, provare a fare tutto questo con autenticità ed efficacia sarebbe impossibile.

Per quanto ci possiamo impegnare.

Vorrei che davvero oggi la conversazione continuasse ricca nei commenti!

martedì 15 gennaio 2008

Elogio della precedente generazione evangelica

...per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto... (Luca 1.17)

Apprezziamo la testimonianza che ci è stata fornita dai nostri "padri". La generazione precedente ha fatto ogni sforzo perchè l'Evangelo fosse integro e puro in mezzo agli Italiani e ci è riuscita, nonostante la pressione psicologica della Chiesa Cattolica e le tendenze americaneggianti a cedere sulla dottrina per ottenere maggiori consensi "popolari".

Nessuno di noi può confermarlo se non Dio, ma partiamo dal presupposto che la generazione precedente ha adempiuto al suo mandato per i suoi tempi.

Ma crediamo che "raccogliere il testimone della generazione precedente" significhi molto di più di semplicemente ripetere ciò che hanno fatto i nostri padri. Sulla base della loro semina e della loro solidità spirituale, possiamo appoggiarci sulle loro spalle per raggiungere mete più alte in termini di armonia e di collaborazione all'interno della Chiesa ed in termini di raccolto evangelistico (ovvero: moltitudine di anime salvate).

Noi vogliamo invitare ad avere queste aspettative, ad avere questa
fede.

Caro visitatore, la conversazione continua nei commenti!

domenica 13 gennaio 2008

(Ancora sulla consacrazione:) Cosa ne stai facendo della tua vita?

Può darsi che al visitatore occasionale sembri che stiamo trattando sempre gli stessi temi. In realtà, da un lato mi sto solo limitando a dar voce ai commenti ed alle mail degli utenti che, a quanto pare, convergono tutti sull'argomento consacrazione; dall'altro lato per quel che mi riguarda ci sono molti altri soggetti che vorrei trattare, ma l'esigenza di una consacrazione profonda ed autentica rimane il fondamento indispensabile per parlarne seriamente. E' per questo che sono felice di pubblicare la mail di Marco, un altro visitatore che ha scelto di "dire la sua" ed unirsi al coro di voci che si sta alzando da ilmomentocruciale.

Cosa ne stai facendo della tua vita?

"Ma ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza" (Eccl. 12.3)

Quali sono le giuste domande che dovresti farti in questi "giorni della tua giovinezza"?
Dio ti ha dato la vita in dono ma un giorno te ne chiederà conto. Usa la Bibbia per confrontarti con quello che Dio si aspetta da te: fin dalla giovinezza è possibile vivere una vita santa.

  • Stai tollerando del peccato nella tua vita?
  • Come stai cibando la tua anima e il tuo spirito?
  • Quanta fiducia hai veramente in Dio?
  • Quali sono le vere priorità nella tua vita quotidiana?


Se anche tutte le risposte a queste domande fossero negative, inginocchiati e chiedi a Dio di prendere il controllo della tua vita oggi. Solo così potrai sentirti dire in quel giorno:


"Va bene, servo buono e fedele…entra nella gioia del tuo Signore" (Mat. 25.21)

Marco

sabato 12 gennaio 2008

Parole ed azioni

Ciò che conta è la fede che opera per mezzo dell’amore (Galati 5.6)

Mi piace molto l’ultimo commento al precedente post di “11/1ore11” (d’ora in poi lo chiamiamo così, con questo nome in codice facile da ricordare, che mi ricorda molto il vecchio 007).


Mi piace l’enfasi equilibrata che dà alle parole ed alle azioni. Per questo, lo riporto come post di Sabato:

Per Fra: Desidero incoraggiarti a continuare questo lavoro utilissimo fatto di parole. La nostra vita però non è fatta di parole ma d’azioni. In questo momento che sto scrivendo compio delle azioni. La nostra vita è totalmente immersa in delle azioni: pensare, parlare, dormire, mangiare, ascoltare, lavorare, studiare, piangere, ridere ecc. Il concetto che desideravo esprimere è che tutte le nostre azioni devono contribuire a far conoscere al prossimo, con l’aiuto dello Spirito Santo, la persona di Gesù Cristo. Se trascorriamo, è propongo un’ipotesi generosa, otto ore della nostra vita settimanale in chiesa dedichiamo soltanto il 4,76 % delle nostre azioni per il Signore, mentre il restante 95,24 % impegna il rimanente delle nostre attività. Però, se tutte le azioni che compissimo in questo periodo mostrassero l’impronta di Cristo, assisteremmo ad un risveglio turbinoso. Io lavoro in un ambiente frequentato da persone dotte e fra le più rispettate nella società. A questa gente le parole scivolano dalle spalle come l’acqua, ma un sorriso, l’educazione e la gentilezza riescono a far nascere in loro la curiosità che li spinge a delle considerazioni le quali mi hanno condotto a presentare la Parola citata nell’Evangelo di Giovanni 1. Personalmente ritengo questo passo fra i più belli della Bibbia. È vero Essa (la Parola) esprime il pensiero di Dio, ma soprattutto è un esempio d’azione, poiché nel principio creò, poi s’incarnò e abitò per un periodo tra noi insegnandoci ad amare il prossimo come noi stessi, mostrandoci che alle parole seguono sempre dei fatti. Egli dimostrò la sua divinità per mezzo dei miracoli eccezionali che comportarono delle azioni. Dimostrò persino restando inerte e sofferente sulla croce, pur potendo scendere dalla croce e freddare i suoi aguzzini, l’ubbidienza al Padre. Tutta la sua vita contribuì con delle azioni a condurre anime al Padre celeste. Credo che dobbiamo prendere esempio dalla Parola che s’incarnò, affinché lo Spirito Santo (indispensabile) ci guidi a manifestare la nostra fede per mezzo d'opere conformi alla Sua parola.
Chi vi scrive non è più “santo” dei suoi fratelli. Tuttavia in un giorno di ferie (fuori sede) ho deciso di compiere (per la prima volta) un’azione che possa spronare innanzi tutto me stesso e poi altri giovani a compiere nella vita delle opere degne di Colui che ci ha redenti non a parole ma col Suo prezioso sangue sparso su una croce, piantata su un monte creato da Lui. Dio ci benedica!

11/1ore11


Questa riflessione mi stimola molte altre considerazioni, ma per ora le custodisco nel mio intimo… saranno oggetto di post futuri…

Dio vi benedica tutti!

mercoledì 9 gennaio 2008

Parlare di risveglio? No, grazie.

"Se credi, tu vedrai la gloria di Dio" (Giov. 11.40)

Sta diventando come Natale per i cattolici. Due o tre volte l'anno torna sui pulpiti o nei grandi raduni giovanili il tema del Risveglio. Ci si sente tutti più consacrati (come i cattolici che a Natale si sentono più buoni). Poi torni a casa e metti l'argomento nel cassetto. Fino alla prossima predica "particolarmente spirituale", probabilmente fino al prossimo raduno giovanile.

Se abbiamo realizzato questo blog è perchè crediamo che:

  • Il risveglio non è mitologia evangelica bensì una possibilità reale per il nostro futuro in Italia.
  • Richiamare ogni giorno gli aspetti essenziali e di per sè esplosivi della nostra fede comune, mediante una breve riflessione o un'opportuna citazione, possa davvero contribuire a passare dalle parole ai fatti, dal ricordo alla visione,

dal parlare di "risveglio"

al

testimoniare del risveglio,


ovvero delle numerose e radicali conversioni in mezzo a noi,

delle opere meravigliose con le quali Cristo onorerà ancora la Sua Chiesa.


Anche oggi due post...


Ci è stato chiesto cos'è la "Fase 2" di questo blog.


La fase 2 comprende una maggiore partecipazione da parte dei lettori con la liberalizzazione dei commenti; una progressiva pubblicità del blog su diversi siti e mediante vari link popolari fra i giovani evangelici; il coinvolgimento e l'opinione di diversi pastori sui temi trattati ed inoltre una nuova grafica (quest'ultima, ahimè, tarderà... D., G., R., S. e T. che mi leggete: sapete che per queste cose tocca a voi ed io non posso fare niente...).

Ho sentito che in redazione si parlava di passare dal rosso e bianco al verde e bianco... ma non chiedetemi di più...;-)

Ciao a tutti,
F.

P.S. D., G., R., S. e T. se non vi date una mossa per la grafica do i vostri nomi e cognomi a marcello_tri (quello che ha scritto nei commenti del post del 23 dicembre 2007).


martedì 8 gennaio 2008

Oggi due post...

Ciao a tutti,
abbiamo eliminato la moderazione dei commenti.

Ora questi dovrebbero comparire in tempo reale non appena li scrivete. Però... per favore... abbiamo capito che volete sapere i nostri nomi, cognomi, indirizzi e-mail, numeri telefonici, ecc. :-): scrivete a ilmomentocruciale@gmail.com per questo genere di segnalazioni e lasciate i commenti liberi per considerazioni, riflessioni ed eventuali obiezioni ma soprattutto integrazioni ai post.

Visto che ci risulta che negli ultimi giorni stiano arrivando molti nuovi visitatori, perchè non leggete i post del 2007 e non aggiungete ciascuno di voi almeno un commento (se vi sentite in cuore di farlo)? Fra l'altro, i post del 2007 saranno per un po' di tempo i più significativi.

Grazie, sappiamo che non ci deluderete con commenti assurdi...

d'altronde siete la nostra splendida generazione evangelica nata fra gli anni '70 ed '80... ;-)

redazione di ilmomentocruciale

Riassunto delle puntate precedenti

Riassunto delle puntate precedenti (ma noi vi consigliamo comunque di leggere direttamente i post).

...cercare il volto di Dio ed ascoltare la Sua voce...
...raggiungere i peccatori che ignorano la via della salvezza...
...amarci gli uni gli altri come un solo corpo...
questi sono i nostri obiettivi

...con l'ottimismo della fede...
...con la gioia della libertà in Cristo...
...nell'attesa sempre rinnovata di vedere la mano di Dio...
questi sono i tre aspetti della nostra attitudine

In tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di Colui che ci ha amati. (Rom. 8:37)

lunedì 7 gennaio 2008

Vita ad esuberanza

Gesù disse: "Io son venuto perché abbian la vita e l'abbiano ad esuberanza." (Nuova Riveduta: vita in abbondanza; Giov.10.10)

Hai letto l’elenco di obiettivi qui alla mia destra? Bene. Allora ti aggiungo che crediamo che nel perseguire questi obiettivi (che in realtà compongono un unico scopo, quello di fare davvero ciò che Dio si aspetta da noi) si realizza la vita esuberante che Cristo ci ha promesso. In altre parole, la vera gioia emerge nel momento in cui ci concentriamo non su noi stessi ma sugli altri ed in particolare su chi sta messo davvero male e cioè coloro che sono destinati all’inferno.


D'altra parte crediamo strenuamente che, come giovani, possiamo essere santi, cioè separati dal peccato e messi da parte per uno scopo divino, e nel contempo godere di tutto ciò che di buono e di bello e di dignitoso esiste sulla terra.

Crediamo che questa libertà, questa gioia di avere un Salvatore che vive, ci ama e si usa di noi, ma nel contempo ci dona ogni cosa buona - davvero buona - costituisca un elemento fondamentale della nostra testimonianza dell'opera di Dio davanti ai non credenti.

Ma soprattutto, crediamo che questo costituisca anche la gioia del nostro Padre Celeste.