sabato 12 gennaio 2008

Parole ed azioni

Ciò che conta è la fede che opera per mezzo dell’amore (Galati 5.6)

Mi piace molto l’ultimo commento al precedente post di “11/1ore11” (d’ora in poi lo chiamiamo così, con questo nome in codice facile da ricordare, che mi ricorda molto il vecchio 007).


Mi piace l’enfasi equilibrata che dà alle parole ed alle azioni. Per questo, lo riporto come post di Sabato:

Per Fra: Desidero incoraggiarti a continuare questo lavoro utilissimo fatto di parole. La nostra vita però non è fatta di parole ma d’azioni. In questo momento che sto scrivendo compio delle azioni. La nostra vita è totalmente immersa in delle azioni: pensare, parlare, dormire, mangiare, ascoltare, lavorare, studiare, piangere, ridere ecc. Il concetto che desideravo esprimere è che tutte le nostre azioni devono contribuire a far conoscere al prossimo, con l’aiuto dello Spirito Santo, la persona di Gesù Cristo. Se trascorriamo, è propongo un’ipotesi generosa, otto ore della nostra vita settimanale in chiesa dedichiamo soltanto il 4,76 % delle nostre azioni per il Signore, mentre il restante 95,24 % impegna il rimanente delle nostre attività. Però, se tutte le azioni che compissimo in questo periodo mostrassero l’impronta di Cristo, assisteremmo ad un risveglio turbinoso. Io lavoro in un ambiente frequentato da persone dotte e fra le più rispettate nella società. A questa gente le parole scivolano dalle spalle come l’acqua, ma un sorriso, l’educazione e la gentilezza riescono a far nascere in loro la curiosità che li spinge a delle considerazioni le quali mi hanno condotto a presentare la Parola citata nell’Evangelo di Giovanni 1. Personalmente ritengo questo passo fra i più belli della Bibbia. È vero Essa (la Parola) esprime il pensiero di Dio, ma soprattutto è un esempio d’azione, poiché nel principio creò, poi s’incarnò e abitò per un periodo tra noi insegnandoci ad amare il prossimo come noi stessi, mostrandoci che alle parole seguono sempre dei fatti. Egli dimostrò la sua divinità per mezzo dei miracoli eccezionali che comportarono delle azioni. Dimostrò persino restando inerte e sofferente sulla croce, pur potendo scendere dalla croce e freddare i suoi aguzzini, l’ubbidienza al Padre. Tutta la sua vita contribuì con delle azioni a condurre anime al Padre celeste. Credo che dobbiamo prendere esempio dalla Parola che s’incarnò, affinché lo Spirito Santo (indispensabile) ci guidi a manifestare la nostra fede per mezzo d'opere conformi alla Sua parola.
Chi vi scrive non è più “santo” dei suoi fratelli. Tuttavia in un giorno di ferie (fuori sede) ho deciso di compiere (per la prima volta) un’azione che possa spronare innanzi tutto me stesso e poi altri giovani a compiere nella vita delle opere degne di Colui che ci ha redenti non a parole ma col Suo prezioso sangue sparso su una croce, piantata su un monte creato da Lui. Dio ci benedica!

11/1ore11


Questa riflessione mi stimola molte altre considerazioni, ma per ora le custodisco nel mio intimo… saranno oggetto di post futuri…

Dio vi benedica tutti!

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