…siate santi in tutta la vostra condotta (1 Pietro 1.15)
Per chi non se ne fosse accorto, in basso sulla destra trovate una suddivisione dei vari post per categoria. Vi siete mai fatti un giro? Le categorie che utilizziamo sono le seguenti:
Amore ed unità, consacrazione, evangelizzazione, integrità, intervento di Dio, la generazione precedente, momento cruciale, ottimismo, Parola di Dio, piano di Dio personale, situazione Italia, vita ad esuberanza.
Ci siamo accorti che non utilizziamo una categoria che molti utenti forse si aspetterebbero in un blog del genere: santità.
E' una parola che io in particolare utilizzo molto poco, lo avete notato?
E per caso vi siete chiesti anche perchè? (vabbè, non voglio chiedere troppo)
Innanzitutto precisiamo subito che la santità è una (se non la) priorità della vita di ogni credente. Nessuno lo mette in dubbio: è biblico. Ed è biblico che la santità è una condizione necessaria per essere degli strumenti nelle mani di Dio. Ma ciò che non mi piace di questa parola è l'uso distorto che spesso se ne fa in ambito evangelico ed ancora di più in ambito cattolico romano. Le parole "santità" e "santificazione" sembrano essere legate ad un ritorno alla "legge fatta di comandamenti in forma di precetti" (Efes. 2.15), "quali «Non toccare, non assaggiare, non maneggiare»" (Col. 2.20-21).
Per sicurezza, preferisco usare i termini altrettanto biblici: "integrità" (legato all'aspetto della purezza) e "consacrazione" (legata all'aspetto del riservare se stessi per uno scopo superiore). "Santità" forse li sintetizzerebbe entrambi con un solo termine.
Integrità e consacrazione sono in qualsiasi caso le condizioni indispensabili per essere strumenti nelle mani di Dio.
I precetti di uomini, no.
sabato 16 febbraio 2008
La categoria mancante
Pubblicato da
ilmomentocruciale
alle
01:36
Etichette: consacrazione, integrità
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2 commenti:
“Le parole "santità" e "santificazione" sembrano essere legate ad un ritorno alla "legge fatta di comandamenti in forma di precetti...”. Condivido pienamente questo pensiero. Infatti, sappiamo che l’origine di quest’espressione ci riporta al concetto di separazione. Oggi contrariamente, quando s’adopera il termine santità, si pensa subito ad un legame sviscerato non so a quali precetti ecclesiastici o biblici. Però, la santità è la separazione dal male, e non un legame ad una norma. Certo chi si separa dal male sarà legato ad un precetto, ma l’origine di questo comportamento non sarà attribuito ad una sterile osservanza di precetti. Questo distacco avverrà perché mi sforzerò di vivere il più vicino possibile a Colui il qual è il Santo. Se come sposa di Cristo desideriamo somiGliarli dobbiamo praticare la santificazione, e questo avverrà per amore e non per dovere. È l’amore ciò che ci spinge alla santificazione, e non il dovere inteso come lo sterile adempimento d’alcune norme. Non siamo salvati per opere ma per grazia! Se la santificazione consistesse nell’osservanza d’alcuni precetti, potremmo affermare d’essere salvati per opere, e quel prezioso sacrificio di Gesù Cristo perderebbe ogni valore. Pertanto dimostriamo al Signore il nostro amore con la santificazione.
11/1ore11
Per essere chiari (perchè magari un lettore semplice non è riuscito a seguire il discorso): non serve avere delle regole sterili del tipo: "non si fa questo" o "non si fa quest'altro", quanto piuttosto separarsi davvero dal male e da ciò che inutile, per dedicarsi alle cose di Cristo. Questa è la vera santificazione. Nè più nè meno.
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