lunedì 11 febbraio 2008

La quarta sensazione…

Una sensazione di disagio?

Percepiamo una sensazione di disagio confrontandoci con il libro degli Atti? Ci rendiamo conto che non siamo (come intera comunità o intero movimento) ciò che dovremmo essere? Vediamo una differenza che in alcuni casi sembra enorme fra la realtà attuale e la realtà descritta in questo libro della Bibbia?

Niente panico.

E’ normale. In ogni cosa la Bibbia ci descrive il modello perfetto verso cui tendere. Non è stata scritta per deprimerci di fronte alla nostra meschinità, ma affinché resi forti e sereni dalla grazia, possiamo chiedere a Cristo di farci progredire verso la Sua perfezione. In Cristo la Chiesa è già perfetta, ma nella pratica possiamo crescere e migliorare. Così come si cresce individualmente verso l’immagine di Cristo, come chiesa nell’insieme si cresce verso il modello descritto nella Bibbia. Consapevoli dei limiti della nostra esperienza cristiana, possiamo con fede e sincerità andare davanti a Dio proprio come i pionieri del movimento pentecostale, 100 anni fa, e dire: ravvivaci Signore, non siamo come dovremmo essere, ma guardiamo a te, abbi pietà ed agisci… ed i nostri fratelli pentecostali realizzarono davvero questo “improvviso riavvicinamento” al modello divino… (di solito lo si chiama “risveglio”)…

17 Ora, o Dio nostro, ascolta la preghiera e le suppliche del tuo servo; per amor tuo, Signore, fa' risplendere il tuo volto sul tuo santuario che è desolato! 18 O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia. 19 Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio per amore di te stesso, o mio Dio, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo».” (Daniele 9:17-19)

29 Adesso, Signore… …concedi ai tuoi servi di annunziare la tua Parola in tutta franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù». 31 Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti, tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunziavano la Parola di Dio con franchezza. (Atti 4:29-31)

4 commenti:

Unknown ha detto...

Sono completamente d'accordo che il modello perfetto a cui dobbiamo tendere si trova nella Bibbia, e in modo particolare nel Nuovo Testamento. Però, non mitizzerei troppo la chiesa dipinta in Atti, perché vediamo persone imperfette in azione. Pietro ha difficoltà a capire che i Gentili possono entrare nella chiesa alla stessa stregua dei Giudei a circa dieci anni dalla Pentecoste. Paolo e Barnaba litigano aspramente. La chiesa di Gerusalemme ha un gruppo consistente di legalisti che si richiamano alla legge. L'apostolo Paolo viene a Gerusalemme per portare un'offerta, e gli si chiede di tagliarsi i capelli! Se mettiamo assieme a questo il fatto che le epistole contengono molti insegnamenti sul "modello perfetto" di chiesa appunto perché nelle chiese delle origini c'erano deviazioni anche significative da questo modello.

Non voglio dire con questo che non dobbiamo ricercare la perfezione, o che dobbiamo accontentarci di una vita cristiana personale o comunitaria mediocre. Vorrei vederci passare meno tempo ad flagellarci e più tempo a tenderci avanti verso la metà. Credo che la più grande differenza tra noi e i cristiani delle origini è che noi crediamo a torto di essere arrivati vicini alla meta, mentre loro sapevano di avere molta strada da fare. Che sia stato questo che Gesù intendeva quando disse "Nessuno che abbia bevuto vino vecchio, ne desidera del nuovo, perché dice: 'Il vecchio è buono' (Luca 5:39)?

Anonimo ha detto...

Adesso, Signore… …concedi ai tuoi servi di annunziare la tua Parola in tutta franchezza,… (Atti 4:29). Tutti quelli che aderiscono ad un movimento pentecostale, dovrebbero essere (o sono) battezzati nello Spirito Santo. Purtroppo la franchezza di cui al sunnominato verso spesso viene meno, ma perché?
Oggi viviamo in una società in cui tutti desiderano conformarsi all’andazzo dei tempi, vogliono fare gruppo, non differire dagli altri, ma come credenti siamo chiamati a non conformaci a questo mondo. L’annuncio dell’evangelo, però, comporta un contrasto con la mentalità comune di questa società. Ciò spesso implica una forte presa di posizione che per poterla sostenere necessità della franchezza donata dallo Spirito Santo. Pensate semplicemente alla seguente affermazione: “Io credo nella verbale e plenaria ispirazione della Bibbia!”. Molti ci derideranno sostenendo l’opposto. Ecco per far fronte a questa derisione abbiamo bisogno dello Spirito Santo. Quindi quando udiamo la voce dello Spirito Santo non soffochiamola sprecando delle occasioni di testimonianza, Egli ci donerà la franchezza necessaria per poter reggere ad un confronto. La differenza sta proprio in questo, colui il qual è stato battezzato nello Spirito Santo non sarà schiacciato dalla vergogna, ma annunzierà la Sua Parola in tutta franchezza. Sta a noi aprire la bocca, poiché se non lo facciamo non potremo mai sperimentare i fatti del verso 31. Quanti di noi hanno questo desiderio?
11/1ore11

Anonimo ha detto...

Penso che la seguente frase di Texas Ranger (che fra l'altro so che è un pastore) sintetizza davvero bene tutto lo spirito dell'iniziativa di questo blog:

"Credo che la più grande differenza tra noi e i cristiani delle origini è che noi crediamo a torto di essere arrivati vicini alla meta, mentre loro sapevano di avere molta strada da fare.".

Condivido appieno. Non si tratta di flagellarci ma di guardare con fede alla meta avvicinandoci sempre di più ad essa.

Quanto al discorso generale sulla chiesa degli Atti, direi che semplicemente, nonostante i grandi errori che anche fra loro si manifestavano, erano più vicini alla meta di quanto non siamo noi oggi, in termini di conquista evangelistica, profondità delle conversioni e profondità in genere di tutte le esperienze spirituali.

Anonimo ha detto...

Penso che la seguente frase di Texas Ranger (che fra l'altro so che è un pastore) sintetizza davvero bene tutto lo spirito dell'iniziativa di questo blog:

"Credo che la più grande differenza tra noi e i cristiani delle origini è che noi crediamo a torto di essere arrivati vicini alla meta, mentre loro sapevano di avere molta strada da fare.".

Condivido appieno. Non si tratta di flagellarci ma di guardare con fede alla meta avvicinandoci sempre di più ad essa.

Quanto al discorso generale sulla chiesa degli Atti, direi che semplicemente, nonostante i grandi errori che anche fra loro si manifestavano, erano più vicini alla meta di quanto non siamo noi oggi, in termini di conquista evangelistica, profondità delle conversioni e profondità in genere di tutte le esperienze spirituali.