Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli (Matteo 28.19)
Il titolo di questo post è una frase che mi ha colpito, tratta da uno studio biblico che ho letto recentemente. Mi colpisce perchè secondo me in sei parole sintetizza la stranezza dell'evangelizzazione da parte di molte chiese evangeliche italiane. Ci si chiude in chiesa, in un ambito ecclesiastico impermeabile e sicuro e si pretende che l'uomo della strada attraversi la "cortina" ed entri in contatto con il Dio vivente che è nel santuario.
"Testimoni di Cristo" significa essere stati abilitati a portare Cristo in sè e con sè dove noi andiamo. Noi andiamo, noi portiamo Cristo nel mondo. Cristo ci ha mandati così come il Padre aveva inviato Lui (Giov. 20:21) ed è per questo che "chi riceve noi, riceve Lui". (Matteo 10.40; Giov.13.20).
Non riscontriamo nei vangeli o nel libro degli Atti dei cristiani che portano i peccatori in chiesa, dove i peccatori potranno "trovare" guarigione spirituale e fisica. I cristiani della Bibbia portavano guarigione spirituale e fisica ai peccatori là dove andavano, a prescindere dal fatto se erano stati investiti/ riconosciuti con titoli speciali di pastori e/o di evangelisti (pensate all'esempio di Filippo in Atti). Accenniamo a questo proposito che la distinzione fra clero e laicato appartiene al Terzo secolo dopo Cristo ed è stata probabilmente una delle ragioni principali per cui la chiesa primitiva ha perso la Sua potenza e la Sua efficacia (nota: ho scritto Sua con la S maiuscola...).
Tutti noi veri cristiani dobbiamo portare Cristo nel mondo, e non aspettare che il mondo entri in Chiesa. Al mondo, dobbiamo lasciare vedere il Cristo che vive in noi, in termini di carattere, di azioni cristiane ma anche di sovrannaturalità.
Si tratta di protenderci verso il mondo, amarne coloro che ne fanno parte (come il Padre lo ha amato - Giov. 3:16) senza per questo perdere la nostra santità e separazione spirituale e pratica da tutto ciò che è mondano.
Ed ancora una volta ripetiamo: senza una pienezza reale di Spirito Santo, provare a fare tutto questo con autenticità ed efficacia sarebbe impossibile.
Per quanto ci possiamo impegnare.
Vorrei che davvero oggi la conversazione continuasse ricca nei commenti!
mercoledì 16 gennaio 2008
Gesù disse "andate", non disse "invitateli"
Pubblicato da
ilmomentocruciale
alle
01:03
Etichette: evangelizzazione, situazione Italia
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4 commenti:
Sulla difesa della tesi storico-spirituale secondo cui la chiesa primitiva ha perso la Sua potenza anche a causa di una suddivisione rigida fra clero e laicato, rimandiamo al libro "Le radici del movimento pentecostale" di Womack-Toppi (edizioni ADI-Media).
È stato bello leggere l’intervento da parte di “fratello grande”.
Non desidero che i miei commenti appaiano come atti d’accusa nei confronti della chiesa. Volevo soltanto mettere in luce alcuni problemi, né lo scopo era quello di fare di tutta “l’erba un fascio”.
Evangelizzare, e non fraintendetemi nuovamente, dovrebbe iniziare dalle nostre chiese. Ci sono credenti che affermano d’esserlo, ma poi nella vita dimostrano tutto altro. Forse bisogna iniziare nuovamente ad insegnare che cosa è la nuova nascita. Se essa (nuova nascita) non produrrà i noi i frutti descritti nella Bibbia, il mondo non potrà mai riconoscere l’opera di Colui che visse duemila anni fa, ma che oggi è vivente e operante più di quanto possiamo pensare. La nostra testimonianza è importantissima, e se i membri di una comunità trascurano quest’aspetto nella loro vita, non potremo mai assistere a delle nuove conversioni. E ciò riprende un po’ i miei primi commenti.
Il Signore ci aiuti!
11/1ore11 o Batman?
Bel commento!
Adesso fammi fare lo spiritoso, ma è utile... Batman11/1ore11 ti puoi chiamare d'ora in poi OspiteFisso? Dal momento che non vuoi sceglierti un nome... lo scelgo io! ;-)
Ciao!
Spero che questo silenzio sia dovuto a dei problemi tecnici, o qualcuno sia troppo impegnato dalla burocrazia italiana, nel suo lavoro, come me. Gradirei leggere qualche commento in più rispetto a quelli attuali, così da instaurare un vero e proprio confronto. Anche da parte di altri “fratelli grandi” da cui noi giovani abbiamo sempre da imparare. Mi piace molto il terzo paragrafo del post. Non lasciamo che il tempo (giorni, settimane, mesi, anni) corroda la nostra fede. Dopo aver letto questo post, c’è un verso biblico che risuona sempre nella mia mente: “Non spostare il confine antico, che fu messo dai tuoi padri” (Pr 22:28). Ci sono stati nella storia del cristianesimo tantissimi risvegli, alcuni più recenti altri più remoti. Proviamo a rammentare dove giacevano i confini della loro fede! E quelli nostri dove sono giunti? Siamo certi che tutto rimane circoscritto nei confini della volontà del nostro Padre celeste?
A presto, spero!
11/1ore11
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