(…continuing…)
Era questa una realtà per i primi pentecostali? Assolutamente sì. Da un fratello Lombardo che si sente indotto dallo Spirito a predicare in un bosco senza scorgere anima viva (e poi scopre che è presente un osservatore nascosto), ad un fratello Francescon a cui vengono rivelati le località dove dirigersi nel Sud America, queste esperienze di “pienezza dello Spirito Santo” sono ritornate ad essere concrete proprio dopo la Pentecoste del 1900.
Lo stesso fratello Lombardo, salendo su una nave, viene avvisato in Spirito da Dio del fatto che essa non arriverà a destinazione. Ed infatti quello fu l’ultimo viaggio di quella nave… ma non fu l’ultimo per il fratello Lombardo che aveva deciso di conseguenza di viaggiare su di un’altra imbarcazione.
Teniamo salde le verità esposte nei precedenti interventi, pratiche e soprattutto quotidiane (usare la testa, guardare ai nostri desideri, pesare le esigenze esterne), ma esercitiamo la fede di credere anche nel fatto che lo Spirito Santo potrebbe intervenire spesso in modo diretto dicendo esattamente al cuore cosa dobbiamo fare. Non stiamo parlando di emotività o di dubbiose sensazioni, ma di una consapevolezza spirituale lucida ed improvvisa.
Queste situazioni non saranno la norma, ma di sicuro se non abbiamo una vera fede nell’opera dello Spirito Santo (a volte anche sorprendente) non avremo mai la stessa consacrazione ed efficacia della prima generazione pentecostale, quella consapevolezza che, nelle nostre scelte, pro o contro i nostri interessi, siamo “legati nello Spirito” (Atti 20.22). Quella consapevolezza che qualcuno chiama semplicemente fede.
lunedì 17 marzo 2008
10 - Il piano di Dio individuale: pienezza di Spirito Santo
Pubblicato da
ilmomentocruciale
alle
14:49
Etichette: piano di Dio personale
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento