"Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua." (Gesù)
Ciò che alla fine conta veramente è la nostra umiltà ed il desiderio che abbiamo davvero di fare la volontà che Dio ha per noi.
Potremmo essere confusi, perplessi o non essere d'accordo su molto di ciò che è stato scritto fino ad oggi su questo blog, eppure essere guidati dallo Spirito Santo; potremmo anzi non avere la più pallida idea di come si faccia a capire quale sia la strada da percorrere secondo il piano che Dio ha per noi,
eppure essere perfettamente guidati dall'alto. Non ci credete? Ma guardate questi:
…in preghiera dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale di questi due hai scelto 25 per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo». 26 Tirarono quindi a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu incluso tra gli undici apostoli. (Atti 1.24-26)
In che razza di mani aveva affidato Gesù l'Evangelo? Undici apostoli che come migliore mezzo per capire quale fosse la volontà di Dio, scelgono di lanciare la monetina e di tirare a sorte… è un metodo biblico per noi credenti? No, non compare in nessun altro esempio nel Nuovo Testamento. Anzi, in Atti 6 si comportano in modo del tutto differente. Ed allora?
Erano credenti immaturi. Era appena nata la chiesa ed ancora non sapevano come comportarsi di fronte alle scelte da prendere (già a decidere chi dovesse predicare il giorno di Pentecoste, sembra siano stati molto più sicuri… effetto della pienezza di Spirito Santo in loro?). Eppure, poche preghiere sono così semplici, belle ed efficaci come la preghiera che fecero umilmente a Dio per chiedere il Suo aiuto:
…Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale… …hai scelto (Atti 1.25)
Finché sarà questo il sentimento nel tuo cuore, non avrai nulla da temere.
La nostra certezza non è negli strumenti (il ragionamento, il desiderio,la valutazione delle circostanze, la nostra spiritualità) ma in Dio stesso che ci guida – un dato di fatto (se abbiamo fede). In questo non c'è nessuna incognita.
Qualsiasi sia il modo in cui cerchi di capire qual è il piano di Dio, ciò che conta è che credi che Dio ha un piano personale per te e chiedi sinceramente in preghiera che esso si adempia. Senza questo sentimento nel cuore, tutto è vano; con questo sentimento nel cuore, ogni cosa è certa.
Queste riflessioni sono finite e sento davvero nel cuore, per l'ultima volta, di ripetere con parole sincere: fratello, sorella, abbi fede in ciò che Dio ha preparato per te e nella capacità che Egli ha di guidarti con efficacia in questa vita così contorta e difficile.
"L'Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà: Egli mi guida"
sabato 22 marzo 2008
12 - Il piano di Dio individuale: ciò che alla fine conta veramente…
Pubblicato da
ilmomentocruciale
alle
13:14
Etichette: piano di Dio personale
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