"…perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace." (1 Corinzi 14.33)
La prova del nove per capire la volontà di Dio per noi è l'armonia fra i vari segnali indicatori che abbiamo descritto negli interventi precedenti: per esempio, se i consigli fraterni, i nostri desideri e le circostanze vanno nella stessa direzione, è molto difficile che stiamo sbagliando nel comprendere la volontà di Dio a meno che qualche altro segnale indicatore (per esempio un ragionamento o la diretta guida dello Spirito Santo) non vada in direzione contraria. In tal caso, se c'è tempo, conviene fermarsi, pregare, riflettere e cercare di capire perché vi è nel cuore ed intorno a noi questa confusione (e lasciare a Dio di cancellarla, mettendo così tutto in ordine). In compenso, quando tutti i cartelli saranno disposti ordinatamente, nulla dà maggiore entusiasmo di vedere di nuovo tutte le frecce puntare nella stessa direzione.
Per armonia intendiamo anche e soprattutto armonia nella famiglia, fra amici e/o fra membri della chiesa. Quando questa armonia si realizza senza che ci sia stato in precedenza un accordarsi umano, si realizza veramente cosa significa che la volontà di Dio è superiore all'intelligenza di ciascuno di noi ma nel contempo il fatto che siamo tutti guidati dallo stesso Spirito. Credo che fu qualcosa che Pietro e Paolo realizzarono quando arrivarono al concilio di Gerusalemme in Atti 15, avendo fatto in periodi simili le medesime esperienze spirituali, l'uno con Cornelio e l'altro ad Antiochia, ma entrambe in relazione alla salvezza dei Gentili. Io stesso sperimentai qualcosa del genere una delle prime volte che ho predicato, quando sentii alzarsi per esattamente l'ultima testimonianza una sorella che lesse esattamente il capitolo che io avevo in mente per l'introduzione alla predica (il passo era Proverbi 2, non così comune… provate a fare il calcolo statistico di quant'è la probabilità che una cosa del genere accada casualmente ;-)).
Quando quest'armonia non c'è in noi, spesso è perché i diversi cartelli indicatori si riferiscono a tempi diversi, a momenti differenti. Spesso capita per esempio che l'esigenza e le circostanze richiedano di dedicarsi a qualcosa, ma il desiderio o lo Spirito Santo in noi indicano qualcosa di diverso, magari più grande… magari anche lontano nel tempo. Per esempio, a Paolo appena si convertì, fu profetizzato che avrebbe evangelizzato dei re, ma per anni ed anni non vide nulla di tutto questo e si dedicò all'opera di Dio che invece gli era stata messa concretamente davanti (esigenze pratiche)… solo dopo molto tempo vide adempiersi quella profezia.
La contrapposizione fra l'umiltà delle piccole cose di oggi e la fede nelle grandi cose per il domani è una costante nella Bibbia, senza per questo essere una contraddizione. Ricordiamo per esempio che Romani 12 ci dice di "lasciarci attrarre dalle cose umili" (dalle circostanze immediate intorno a noi) ma contemporaneamente 1 Corinzi 11 ci dice anche di "aspirare ai carismi maggiori" (per fede, con un sentimento di attesa).
Persino nel caso di mancanza di armonia fra Paolo e Barnaba su Marco (Atti 15.36-37), si può ritenere che entrambi avessero ragione, ma in merito a momenti differenti: per il viaggio che Paolo aveva in mente nell'immediato, viaggio impegnativo e difficoltoso, Marco non era la persona giusta; invece Barnaba decise di "investire" su Marco e nel tempo costui divenne un valido collaboratore dell'Evangelo.
Questo non toglie che in alcuni casi, ci sia invece qualcosa di davvero sbagliato, e la mancanza di armonia fra i cartelli indicatori allora lo evidenzierà:
>un disaccordo fra cristiani può rivelare che qualcuno nello specifico ha torto (il disaccordo con Paolo evidenziò in Atti 15 che i cristiani a favore della circoncisione dei gentili stavano in realtà sbagliando);
>i nostri pensieri possono essere sbagliati (i pensieri di Pietro non erano in armonia con la visione che ebbe in Atti 10 semplicemente perché… erano sbagliati);
>i nostri desideri possono essere sbagliati ("domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri" – Giac. 4.3);
>le circostanze intorno a noi possono fuorviarci (il sogno del macedone fu il modo che Dio usò per rivelare a Paolo che le esigenze spirituali più pressanti erano altrove – Atti 16.9);
>Una mancanza di armonia con il resto della chiesa può rivelare una cattiva comprensione interiore di cosa s'intenda per pienezza dello Spirito Santo (per esempio, se nessuno interpreta un messaggio in lingue, questa è una mancanza di armonia fra chi dà il messaggio in lingue ed il resto della chiesa che generalmente rivela che il carisma non era voluto dallo Spirito Santo – 1 Corinzi 14.27-28).
Se al contrario ogni aspetto della nostra vita ci rivelerà in modo armonico la stessa direzione da seguire, risulteremo essere dei cristiani equilibrati, dinamici ed entusiasti nel fare la volontà di Dio per noi… esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nelle nostre chiese.
Abbiamo cercato di fornire delle regole logiche per capire come riconoscere il piano di Dio per la propria vita; la vita pratica a volte è tutt'altra cosa: a volte è estremamente semplice, a volte è più contorta di quanto cento interventi possano raccontare. Ma questo è sicuro: quest'armonia spirituale fra realtà differenti ed a volte in contrasto fra di loro, va ricercata intensamente davanti a Dio (Nota: ancora un solo intervento ed abbiamo davvero finito con il piano di Dio).
mercoledì 19 marzo 2008
11 - Il piano di Dio individuale: la prova del 9
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ilmomentocruciale
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09:26
Etichette: piano di Dio personale
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