sabato 1 marzo 2008

4 - Il piano di Dio individuale: il buon senso e le tue capacità

Una volta che un credente ha stabilito un rapporto solido e profondo con la Parola di Dio, con lo Spirito Santo in preghiera e con la comunità dei credenti… ecco venire il momento di una scelta delicata: un lavoro interessante, un trasferimento (e devi scegliere quale comunità frequentare), un’occasione di evangelizzazione… come valutare il da farsi?

Beh, è scontato, ma per prima cosa: usa la testa che il Signore ti ha collocato saggiamente sulle spalle! Chi mi autorizza a farlo? Beh, abbiamo o non abbiamo la “testa” di Cristo? (1 Corinzi 2.16: mente di Cristo; 1 Corinzi 14.20).

Il fatto che Dio diriga i passi dell’uomo non toglie assolutamente che l’uomo debba meditare la Sua via (Prov 16.9 è chiarissimo).

Ma quello che mi colpisce (ed è il vero miracolo) è che, pur usando la tua testa e prendendo una decisione saggia e ponderata (calcolata), essa ha un peso spirituale paragonabile ad una “rivelazione” da parte di Dio. Un paio di esempi a questo proposito: atti 15.28 e atti 15.36. Nel contesto di atti 15.28 noi vediamo un gruppo di pastori che valuta (alla luce delle Scritture) cosa sia giusto fare per una questione pratica ben definita. C’è una profezia che risolve la questione? No. C’è un passo biblico che definisce i risultati di atti 15.29? no, ma l’Antico Testamento viene citato per notare che le indicazioni sono in armonia con la Bibbia. Ed allora perché alla fine compare “è parso bene allo Spirito Santo ed a noi”? come si era espresso lo Spirito Santo, se non nei ragionamenti spirituali che i pastori avevano fatto mediante la mente di Cristo? Allo stesso modo, il secondo viaggio missionario di Paolo inizia con un semplice ragionamento (atti 15.36) mentre il primo iniziò per la guida di un chiaro messaggio profetico (atti 13.2). Quale fu più “guidato da parte dello Spirito Santo”? beh, il secondo viaggio fu più lungo, toccò più città, vide miracoli più straordinari e si spinse più lontano… a voi valutare.
Concludiamo da questo tipo di passi biblici (ce ne sarebbero altri) che sta a noi aver fede che i ragionamenti spirituali e biblici che facciamo in armonia con la chiesa siano davvero espressione della volontà di Dio, anche quando riguardano questioni molto pratiche. Si tratta di un preciso atto di fede che il credente compie prima di affrontare una scelta: “Dio mi guiderà nei miei ragionamenti ed essi saranno espressione della mente di Dio”.

Nei nostri ragionamenti spirituali, soprattutto se pensiamo a come servire Cristo, ricordiamoci anche delle nostre capacità.

Devi votare il pastore della tua chiesa? Vuoi fare il pastore? Beh, non puoi prescindere dal concetto naturale che il pastore deve essere “capace di insegnare” (1 Tim 3.2). Allo stesso modo, nel seguente passo, le capacità di alcune donne sono state usate per l’opera di Dio nella loro semplice praticità (Es. 35:25-26).

Non si scappa: per quanto ti possa sembrare limitato, il primo punto per capire la volontà di Dio per te è semplicemente pensare (alla luce della Parola di Dio, della preghiera e del consiglio fraterno… non lo sottolineeremo mai abbastanza).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

“il primo punto per capire la volontà di Dio per te è semplicemente pensare”.
E’ importante ricordare che il tutto inizia, prima d’ogni altra cosa, pensando. Dato che nei momenti di difficoltà spesso capita d’agire d’istinto (senza pensare), divenendo così vittime delle nostre emozioni ed impulsi. Naturalmente quando incominciamo a pensare la mente s’affollerà di tantissimi pensieri che esigono delle risposte, e se non pensiamo con la mente di Cristo il Signore sarà costretto a risponderci con i versi d’Isaia 55:8 “…i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie…”. Non pensiamo, però, che la nostra capacità intellettiva possa individuare la volontà di Dio, soltanto adoperando la mente di Cristo ci ritroveremo con il pensiero del Signore nella nostra mente. Contrariamente il pensare non ci deve condurre a distoglierci dal predisporre la nostra mente all’azione, un’azione che mi sta molto a cuore, cioè: porgere l’orecchio all’ascolto (potendo aggiungere) della mente di Cristo. Sì, perché essa racchiude le Sue parole!
11/1ore11

Anonimo ha detto...

Vorrei solo precisare, casomai non fosse chiaro dal post, che la bontà di una scelta non deriva dalla correttezza del ragionamento... molto spesso (quasi sempre) ci troviamo a non avere la saggezza e le capacità sufficienti per fare la scelta corretta in una certa situazione... a volte ci mancano proprio le informazioni complete oppure le conseguenze di un certo atto sono imprevedibili. Ma sulla base dello Spirito Santo che abbiamo e della fede che esercitiamo nel fatto che Dio ci guida, crediamo che la scelta che stiamo facendo sia guidata dall'alto, perchè abbiamo chiesto che Dio ci desse il suo aiuto... e se abbiamo chiesto un pane, egli ci darà mai una pietra? se abbiamo chiesto un pesce, Egli potrà mai darci uno scorpione?

Anonimo ha detto...

Esempio (caso estremo): affetto da una gravissima malattia chiedo la guarigione, ma questa guarigione non (pur seguendo un percorso terapeutico) arriva, anzi mi rendo conto che sono alla fine della vita, cosa penso? Il dubbio ci assalirà e naturalmente il nemico si troverà lì per approfittarne sussurrandoci: colpa tua, hai chiesto un pane e ti ritrovi con una pietra, hai chiesto un pesce e hai in mano uno scorpione, tu che sei stato sempre fedele al Signore, impegnandoti tantissimo nel Suo campo. Forse non ho avuto abbastanza fede? Cosa pensare? I pensieri s’accumuleranno in testa come un macigno. In quella condizione avremo bisogno della mente di Cristo da cui scaturiranno le parole che ci consoleranno e rinfrancheranno, sono sicuro (per esperienza) che Egli non tarderà a compiere quest’opera, ma starà a noi cogliere e soprattutto accettare le sue parole. Perché non basta riconoscere la volontà del Signore, bisogna innanzitutto accettare e ubbidire al Suo volere. Pertanto consultiamo il Signore, anche quando sembra finita. Ci sono molti esempi biblici in cui il popolo del Signore non consultò l’Eterno (fidandosi delle apparenze) e si ritrovò, quindi, in seria difficoltà. Rivolgiamoci a Lui, anche quando ormai sembra troppo tardi, poiché Egli è Colui il quale cambia il male in bene. Come riconoscere la voce di Dio in questi casi? Penso che ne parleremo a breve, spero.
11/1ore11

Anonimo ha detto...

Fratello Grande,
abbiamo commesso qualche errore nella gestione dei commenti ed abbiamo perso il tuo... se vuoi cortesemente inserirlo di nuovo, sarà nostra cura pubblicarlo.

Ciao,
Fra